Ecco il banco di scuola singolo anti-covid: sei ruote ed ergonomico

Banco 2.0 per la scuola anti-Covid.
Banco 2.0 per la scuola anti-Covid.

ROMA. – Otto anni fa ne aveva ordinati solo 4, per testarli. Oggi nella sua scuola ce ne sono centinaia e hanno cambiato il modo di fare didattica. Pioniere in Italia dei banchi di nuova generazione è il dirigente scolastico dell’Iis di Brindisi Salvatore Giuliano, che è stato anche sottosegretario al Miur nella scorsa legislatura.

I banchi singoli ‘anti-covid’ sono quelli su cui si siederanno gli studenti a partire dal nuovo anno scolastico e che saranno acquistati dal commissario per l’emergenza e ora anche per la riapertura in sicurezza delle scuole, Domenico Arcuri sulla base delle necessità emerse dai tavoli regionali.

I banchi 2.0 sono composti da un unico corpo con una sedia, i braccioli, un piano di appoggio, uno spazio microforato sotto la seduta per lo zaino e sei rotelle per essere facilmente spostati. Non pesano e sono disponibili in tanti colori, dal verde al rosso al prugna al blu al giallo. Il tavolino incorporato permette l’utilizzo del piano d’appoggio in diverse posizioni, adatto sia a destrorsi che mancini.

“Sono sedute mobili – spiega il dirigente – e sono realizzati per poter usufruire di computer o tablet, ma anche di sussidi tradizionali. La cosa importante è che questi banchi consentono di intervenire sulla metodologia didattica: non sono solo salvaspazio ma il fatto di poterli facilmente spostare adattandoli alle esigenze dell’insegnamento fa scomparire l’idea della classe tradizionale”.

Non c’è più insomma la rigida impostazione della cattedra e di fronte 25 alunni, “ma si possono creare gruppi omogenei o eterogenei aula, anche in funzione dei diversi ritmi di apprendimento. Con questo banchi singoli è possibile infatti cambiare il layout dell’aula in pochissimo tempo”.

Secondo Giuliano, dirigente innovatore, “quel tipo di banco è un punto di partenza per chi non ha ancora innovato e di arrivo se già ha è stata fatta una riflessione per ridisegnare le dinamiche della classe”. Anche la qualità dei materiali ha la sua importanza: “In otto anni – assicura Giuliano – non abbiamo mai avuto un banco rotto”.

(di Simona Tagliaventi/ANSA)