La posta che manda la Pubblica Amministrazione diventa digitale

Un ufficio delle Poste Italiane.
Un ufficio delle Poste Italiane. (ANSA)

ROMA.  – Non solo appalti, sono tanti gli articoli del decreto semplificazione dedicati al digitale. Un pacchetto ha come obiettivo ha sempre la sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione. Capitoli su cui, in realtà, si lavora da tempo.

Diverse sono, infatti, le misure che dovevano già compartiré nella scorsa manovra. Ma anche qui solo l’emergenza Covid ha aperto il varco. Tra le novità che rispuntano c’è anche la piattaforma digitale per l’invio di atti e provvedimenti pubblici.

Notifiche telematiche che mirano a rimpiazzare la raccomandata cartacea. In altre parole si smaterializza la posta che arriva dalle amministrazioni a cittadini e imprese, comprese le multe.

Chi vorrà ed è in possesso di un domicilio digitale, come la Pec, potrà gestire quindi tutta la comunicazione con la P.a per via telematica, senza fare file e con risparmi di spedizione e carta. Nell’ottica di standardizzare il tutto, la piattaforma sarebbe unica. Così come unica è l’identità digitale, lo Spid, ad oggi sullo smartphone di 8 milioni di persone.

Il Pin universale ormai “sta prendendo piede”, dice la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano. E, lo prevede proprio il dl Semplificazioni, lo Spid potrà essere anche esibito come documento d’identità.

Esclusiva è pure l’app “Io”, che centralizza tutti i servizi pubblici digitali. Comuni, Regioni e altri enti potranno sviluppare le applicazioni che vogliono ma in ogni modo, sarà così. dal 28 febbraio prossimo, dovranno confluire in ‘Io”. Presto, assicura Pisano, sull’app pubblica approderanno anche gli sportelli dell’Inps.

Per accelerare i tempi è stata anche inserita anche una norma che permettere di rinnovare la carta d’identità, passando a quella elettronica, prima della scadenza “naturale” del documento.

Il pacchetto digitale comprende, poi, il cosiddetto “diritto a innovare”, che pure era stato al centro del dibattito quando si tentò di farlo diventare legge a fine 2019. Adesso si concretizza la possibilità per enti di ricerca e strartup di sperimentare in deroga.