Premier Conte: “Molta attenzione verso i connazionali all’estero”

Il premier italiano, Giuseppe Conte, e il presidente del Governo, Pedro Sánchez
Il premier italiano, Giuseppe Conte, e il presidente del Governo, Pedro Sánchez, durante la conferenza stampa a "La Moncloa"

MADRID – Molta attenzione della Farnesina verso i connazionali all’estero che soffrono le conseguenze economiche della pandemia. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo ad una domanda del nostro Giornale nel corso di un incontro con la stampa italiana, presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid.

– C’è grande attenzione – ha detto il premier alla “Voce” -. Sono nostri connazionali, hanno passaporto italiano. Sappiamo che, specialmente in Sudamerica, si stanno vivendo situazioni molto critiche. La Farnesina sta lavorando a tempo pieno per assicurare tutto il nostro sostegno, ricorrendo anche ai rimpatri nei casi che si considerano particolarmente critici. Però – ha sottolineato -, è ovvio che è sempre necessaria un’attenta valutazione.

Il presidente del Consiglio ha anche commentato che “l’Italia è stata molto generosa in quanto ai rientri”

– È stato un gesto che leggerei con grande considerazione. Molti nostri cittadini, anche molti giovani che erano all’estero, come ad esempio qui in Spagna, sono stati rimpatriati. Anche alcuni cittadini, che avevano il passaporto italiano ma risiedevano da anni all’estero, hanno chiesto di poter rientrare. Credo che all’incirca 90mila, 100mila persone sono potute tornare in Italia. E attenzione – ha sottolineato -, lo hanno fatto in una situazione che, come è ben noto, era molto critica perché avevamo la pandemia in fase acuta. Perché dico questo e lo sottolineo? Perché evidentemente il nostro paese, il nostro sistema di welfare, e anche l’azione del governo nazionale e dei governi territoriali, sono stati così credibili,  che i cittadini hanno preferito rientrare in Italia nonostante la situazione di stress, di forte stress che viveva il sistema sanitario. Ora per quanto riguarda ulteriori richieste, è chiaro che noi siamo aperti ad analizzarle come già dimostrato nei fatti.

Conte, Sánchez

Madrid è stata la seconda tappa della visita del premier nei paesi mediterranei. Con il Consiglio dell’Ue ormai alle porte, il suo obiettivo è stato quello di tessere una strategia comune che permetta di rompere il fronte dei “paesi frugali”. E assicurare l’approvazione del “Recovery Fund”, il fondo garantito dal bilancio a lungo termine dell’Unione europea.  Si tratta di una specie di “Piano Marshall”, denaro a fondo perduto, indispensabile alla ripresa delle economie mediterranee. A fine anno, si prevede una contrazione del Prodotto Interno lordo italiano e spagnolo dell’11,2 per cento e del 10,9 per cento rispettivamente. Come a Lisbona, con il premier Antonio Costa, anche a Madrid il premier italiano ha potuto contare sul sostegno del presidente del governo, Pedro Sánchez.

– Dobbiamo osare, non possiamo essere indulgenti – ha commentato il premier Conte nel corso della conferenza stampa congiunta a termine dei colloqui con il presidente Sánchez -. È in gioco il mercato unico. Senza una risposta forte e coordinata lo distruggeremo. Ecco perché l’Europa deve agire unita.

E ha aggiunto che non si deve “indietreggiare rispetto alla proposta della Commissione Europea”. Il premier ha ammesso che pur non essendo questa la miglior soluzione, o almeno non quella che avrebbero preferito, è necessario “portarla a casa subito”.

Ha quindi insistito nel dire che “l’Unione Europea deve esprimere una decisione politica elevata”. E sottolineato che la risposta dell’“Europa alla pandemia, e alla conseguente recessione, sarà giudicata dalla Storia”.

Il premier Conte e il presidente Sánchez hanno coinciso nell’affermare che l’intesa tra Portogallo, Spagna e Italia non deve interpretarsi come la creazione di un “asse mediterraneo”.

– Sicuramente – ha commentato il premier -, questo passaggio e quello con Antonio Costa contribuiscono a rafforzare la nostra unità d’intenti. Ma attenti a parlare di un fronte del Sud. Siamo partiti da una posizione condivisa da 9 Paesi. Forse oggi siamo anche di più.

Dal canto suo, il presidente Sánchez ha commentato che l’emergenza sanitaria, oggi, si traduce in emergenza economica e sociale. E per quel che riguarda il ”Recovery Fund” ha assicurato che “l’accordo non può slittare oltre luglio”.

Richiesta una sua opinione sul “Mes”, il presidente Sánchez è stato molto prudente.

– Non dico che lo utilizzeremo – ha sostenuto – ma non possiamo sottovalutare la gravità della pandemia. Non ha nessun senso avere degli strumenti e avere vergogna di utilizzarli. Stiamo parlando di uno strumento senza limiti – ha aggiunto -, da impiegare per la spesa sanitaria e quindi per proteggere le vite dei cittadini. Ci auguriamo di non doverlo usare.

Insomma, per Sánchez l’impiego o no del “Mes”, dipenderà essenzialmente dall’andamento della pandemia, per ora in Europa apparentemente sotto controllo.

Nell’incontro con i giornalisti italiani in Ambasciata, a cui era presente l’Ambasciatore Riccardo Guariglia che lo ha accompagnato anche a La Moncloa, il premier Conte ha affrontato temi inerenti alla politica italiana. In particolare, la bufera sull’affidamento della gestione del ponte Morandi ad Autostrade. Ovvero alla stessa società considerata responsabile del crollo del Ponte di Genova e con la quale è in corso una complicata trattativa che potrebbe portare alla revoca. Alcune domande si riferivano anche all’atteggiamento dell’opposizione dei partiti di destra di fronte all’invito del presidente del Consiglio. Matteo Salvini, leader della Lega ha annunciato che non parteciperà, mentre Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, ha scritto su twitter che assisterà “solo se sarà una scelta condivisa dalla coalizione di destra”.

Mauro Bafile

 

Premier Giuseppe Conte in Ambasciata, l’incontro con i diplomatici e funzionari consolari (Cortesia Comites-Madrid)