Fi convitato di pietra nella maggioranza. Ma Berlusconi: “Non sosteniamo Conte”

Silvio Berlusconi, a Zagabria per il Congresso del Ppe.
Silvio Berlusconi, a Zagabria per il Congresso del Ppe. (ANSA/AP Photo/Darko Vojinovic)

ROMA. – Forza Italia ‘new entry’ nella maggioranza giallorossa, come elemento di stabilizzazione in una fase di grave difficoltà politica e sociale del Paese: se ne parla ciclicamente da mesi. Tutto partì l’estate scorsa con il dibattito sui cosiddetti “responsabili” al Senato. E man mano che il governo affronta prove sempre più difficili, il convitato di pietra dell’appoggio, esterno o diretto, di Forza Italia al governo torna alla ribalta.

Uno scenario che prende ancora più forza dopo la ‘benedizione’ di Romano Prodi, dalla ‘Repubblica delle Idee’ di Bologna. Del resto, in tanti pensano che solo la cosiddetta “maggioranza Ursula”, Ppe-Pse-M5s, quella che votò la Presidente della Commissione Ue, possa condurre l’Italia fuori dalla crisi dei mesi prossimi.

Lo stesso Cavaliere, dopo averne parlato giorni fa sempre su Repubblica, chiamato di nuovo in causa, in una lettera al “Fatto” chiarisce che Forza Italia non intende “sostenere politicamente” né ora né in futuro l’esecutivo Conte.

Diverso, il discorso della “collaborazione istituzionale”, che, ricorda sempre l’ex premier, è stata “già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali”.

Detto questo, il fatto che il partito azzurro agisca in modo “responsabile e costruttivo”, conclude Berlusconi, non vuol dire che non sia “in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani”.

La tenuta del centrodestra è salva. Detto questo, trapela che il Cavaliere, abbia accolto con qualche favore, quanto meno personale, l’apertura del suo storico strenuo avversario. Da Prodi, avrebbe detto, arriva “un giusto ma tardivo riconoscimento del ruolo storico e politico mio e di Forza Italia dopo più di 25 anni di demonizzazione e di incitamento all’odio. Ferma restando la posizione di Forza Italia a favore del Mes – avrebbe comunque aggiunto il Cavaliere – non esiste alcuna possibilità che Fi possa sostenere questo governo “delle 4 sinistre”.

Dentro Forza Italia sono tutti d’accordo nell’escludere la prospettiva avanzata dal prof bolognese. Licia Ronzulli parla di ” un’ipotesi del terzo tipo dell’irrealtà”. Maristella Gelmini, attribuisce i rischi di tensioni sociali in autunno, anche alla “lentezza e l’inadeguatezza” del governo, figuriamoci entrare a farne parte. Lo stesso Salvini, prima delle parole del Cavaliere, aveva già archiviato la faccenda: “quella di Prodi “è una non notizia, Berlusconi non ha nessuna intenzione di entrare nel governo”.

Solo Marcucci, il capogruppo dem al Senato, rilancia la suggestione di Prodi: “Le sue dichiarazioni invitano tutti gli europeisti a stare dalla stessa parte. Nessuno escluso. Nell’interesse dell’Italia.Io sono d’accordo con lui. Le idee di Forza Italia possono essere di grande utilità”.

Di parere opposto, invece, il Movimento Cinque Stelle: “Con FI abbiamo visioni completamente diverse. Noi – spiega Francesco D’Uva – dobbiamo fare la legge sul conflitto d’interessi, implementare misure come il Reddito di Cittadinanza. L’idea di fare queste cose con forze politiche che non sono d’accordo è molto complicata da realizzare. Basta – conclude – con questa fregola sull’ingresso di FI nel governo”.

Infine, il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, riferisce in Aula che il suo gruppo valuterà la strada di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla condanna di Silvio Berlusconi, proposta già depositata dal partito azzurro.