Commercialisti: in fumo 280 miliardi fatturato aziende

Negozi chiusi nella via Borgo Pio, verso Piazza San Pietro pressoché deserta.
Negozi chiusi nella via Borgo Pio, verso Piazza San Pietro pressoché deserta. (ANSA/ ALESSANDRO DI MEO)

ROMA.  – Sei mesi, tra emergenza sanitaria e blocco delle attività produttive, sufficienti a polverizzare 280 miliardi di euro (con una discesa annua del 19,7%) di fatturato delle aziende (società a responsabilità limitata e per azioni): è l’eredità del Covid-19 sul tessuto nazionale, stando all’esame dei bilanci delle aziende (830.000 realtà) condotto dal Consiglio e dalla Fondazione nazionali dei commercialisti.

Il mese più “nero” del 2020, osservano i professionisti, è stato sicuramente aprile, “l’unico ad essere sottoposto interamente agli effetti della “fase 1” del “lockdown”, con una perdita pari a 93 miliardi (-39,1%)”. Ad esser maggiormente interessata dal calo delle entrate è stata l’area del Nord-Est della Penisola (uno dei più forti “motori” economici del Paese), alla quale viene attribuita la perdita più consistente in termini di variazioni percentuali (-21,3%), “praticamente sullo stesso livello di quella calcolata per le regioni meridionali (-21,2%)”, mentre alle Isole (-17,6%) e al Centro (-18,3%) le sofferenze delle aziende sono state più ridotte.

Calandosi, poi, nella condizione in cui si son trovate le province d’Italia, alle prese con le restrizioni imposte dalle autorità per arginare il contagio da Coronavirus, lo studio individua come sia la più funestata la zona di Potenza (-29,1%), cui seguono Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%) con performance peggiori del dato nazionale, mentre resistono meglio Siracusa (-13,7%), Cagliari (-13,8%), Roma (-16,1%), Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%).

Uno scenario, afferma il presidente dell’Ordine nazionale dei commercialisti Massimo Miani, di “enorme preoccupazione” per il destino delle imprese, perciò “molto importanti” appaiono gli interventi governativi di “stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però, che vengano lanciati velocemente”. E con regole “chiare e trasparenti”.