Amarcord: nove anni fa Jean Todt visitava Caracas

Jean Todt nel 2011 visitava Caracas. foto cortesia

CARACAS – Jean Todt è un personaggio unico nel mondo delle quattro ruote. L’attuale presidente della Fia ha fatto tanta gavetta prima di arrivare alla posizione che occupa attualmente.

Dai suoi inizi come co-pilota nei rally con la squadra Peugeot-Talbot passando per diversi incarichi nella casa francese che, nonostante i risultati e l’insistenza di Todt, preferiva non entrare a gareggiare in Formula 1. Finché nel luglio 1993 Todt accetta il ruolo di direttore alla Scuderia Ferrari che veniva da una sequenza di anni difficili ed era sotto la nuova presidenza di Luca Cordero di Montezemolo.

Grazie anche all’arrivo di Michael Schumacher dalla Benetton, insieme a Ross Brawn e al tecnico Rory Byrne, la Ferrari si è poi trasformata nella squadra più vincente del campionato conquistando il titolo costruttori ininterrottamente dal 1999 al 2004 e quello piloti con Schumacher dal 2000 al 2004.

Todt si è dimesso dall’incarico di amministratore delegato il 18 marzo 2008, ma ha mantenuto la carica di consigliere di amministrazione sino al 17 marzo 2009, per poi essere eletto presidente della FIA dal Consiglio Mondiale.

Il 29 luglio 2011 fece una visita lampo in Venezuela, per parlare delle sue esperienze nel programma “Decenio de acción para la seguridad vial”, della Fia.

Durante la conferenza stampa lo incontrammo per scambiare opinioni sul programma e sull’attuale mondo della Formula 1.

In cosa consiste il programma di sicurezza stradale?

Consiste nell’elaborare strategie, piani e obiettivi di sicurezza stradale a livello nazionale, sorretti da attività di raccolta dati e di ricerca, che consentano di studiare le misure più adeguate e di monitorarne l’implementazione e l’efficacia.

Quali sono le tappe dell’iniziativa “Decennio di iniziativa per la sicurezza stradale”?

Incrementare la sicurezza delle reti viarie a tutela di tutti gli utenti della strada, in particolare di quelli più deboli (pedoni, ciclisti e disabili), tramite una valutazione metodica delle infrastrutture e una maggiore attenzione alla sicurezza nelle fasi di pianificazione, progettazione, costruzione e gestione. Nel caso dei veicoli si cercherà di favorire l’adozione universale delle più avanzate tecnologie disponibili per la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, attraverso l’armonizzazione di standard globali, programmi di informazione per i consumatori ed incentivi per accelerare la diffusione dei dispositivi in grado di prevenire gli incidenti.

Tra le altre iniziative:

Sviluppare programmi per migliorare il comportamento degli utenti della strada;

Sollecitare il rispetto delle leggi con nuove azioni formative e campagne di sensibilizzazione sulle cinture di sicurezza, i caschi per i conducenti di motocicli, la guida in stato di ebbrezza e il superamento dei limiti di velocità;

Migliorare la risposta alle emergenze post-incidente e la capacità dei sistemi sanitari e parasanitari di fornire alle vittime della strada cure efficaci e periodi di riabilitazione più adeguati.

Per la campagna in Venezuela ci si valse del pilota Pastor Maldonado Motta, allora alla guida di una William nella F1. Oltre a lui, altri piloti venezuelani come Jhonny Amadeus Cecotto ed Ernesto Viso.

(di Fioravante De Simone)