Mappa delle informazioni false sul Covid, a migliaia i ricoveri

Covid, un Pinocchio con mascherina
Mappa delle informazioni false sul Covid. (Panda Security)

ROMA. – Informazioni false o non verificabili, frasi discriminatorie (soprattutto a danno della Cina e dei cinesi nel mondo), veri e propri complotti sull’origine del coronavirus: tre ondate infodemiche in meno di 4 mesi, diffuse in almeno 87 paesi e in 25 lingue, con conseguenze anche fatali sulla salute delle persone, si contano infatti a centinaia i decessi e a migliaia i ricoveri causati dalle fake nel mondo, relative a presunti rimedi preventivi e terapeutici (ad esempio il mito secondo cui consumare alcol in grandi concentrazioni uccida il virus ha fatto, da solo, almeno 800 vittime).

È emerso da uno studio internazionale coordinato da esperti presso la University of New South Wales in Australia e pubblicato sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene, analizzando documenti contenenti rumors, stigma e teorie cospirative sul covid. L’89% dei report è stato classificato come ‘rumors’ (affermazioni senza alcun fondamento verificabile), il 7,8% come teorie complottiste.

“Abbiamo costruito una mappa globale per esaminare la distribuzione spaziale del numero totale di rumor, frasi discriminatorie, teorie complottiste identificate nello studio” – scrivono gli autori”, considerando le fonti più disparate tra social, quotidiani, siti web e molto altro.

“Abbiamo identificato tre ondate infodemiche tra gennaio e inizio aprile – continuano gli autori, un team multidisciplinare che comprende medici, epidemiologi e sociologi da diversi paesi del mondo. Tra tutte le categorie di informazione tracciate il 24% riguardava malattia, trasmissione, mortalità; il 19% terapie e cure; il 15% le cause e l’origine. Di 2.276 documenti, 1.856 erano dei falsi (82%), 176 con informazione fuorviante (8%), 31 non provata (1%) e i restanti corretti.

La gran parte dei rumors, stigma, e complotti è stata identificata in India (circa 400 in totale), USA (poco meno di 400), Cina (poco meno di 300, Spagna (circa 150), Indonesia (poco meno di 150), Brasile (circa 100); l’Italia conta un totale tra rumor, stigma e complotti di poco più di 50 identificati nello studio.

Le conseguenze delle fake, specie quelle riguardanti i rimedi preventivi e terapeutici contro il covid, sono state spesso devastanti: ad esempio il mito che, ad alte concentrazioni, l’alcol disinfetta e uccide il virus, ha fatto parecchie vittime nel mondo; “circa 800 decessi sono stati collegati a questa disinformazione, nonché 5.876 ricoveri e infortuni gravi (60 persone hanno perso la vista dopo aver bevuto metanolo come cura per il coronavirus)”, scrivono gli autori.

E non è tutto, per esempio in India almeno 12 persone (tra cui 5 bambini) si sono ammalate gravemente dopo aver consumato un liquore a base di semi di datura, detta anche erba del diavolo, una pianta molto pericolosa, dopo aver visto un video online che lo suggeriva come rimedio contro il coronavirus.

Paradossalmente alcune di queste fake hanno contribuito a spargere l’infezione (come quella che consigliava di lavare la bocca dei fedeli all’ingresso di alcune chiese). La discriminazione, specie verso gli asiatici, ha spesso ostacolato il lavoro degli operatori sanitari, e ritardato le cure per alcuni pazienti, non solo di covid. Insomma la disinformazione, concludono gli autori, ha ricadute importanti in termini di salute pubblica e per questo va contenuta il più possibile.

(di Paola Mariano/ANSA)