Traffico nello spazio, affollato di satelliti Internet

Immagine del cielo notturno congestionato dai satelliti, elaborata al computer.
Immagine del cielo notturno congestionato dai satelliti, elaborata al computer. EPA/PETER KOMKA HUNGARY OUT

ROMA. – Non solo detriti spaziali, l’orbita intorno alla Terra è sempre più congestionata da satelliti, soprattutto quelli per l’internet globale, come gli Starlink lanciati dalla SpaceX di Elon Musk. Sono ormai 713 sui 1.440 previsti per iniziare a offrire i primi servizi internet, dopo il lancio degli ultimi 60 delle scorse ore con un razzo Falcon 9.

Ma per una copertura globale, che comprenda le aree più remote non raggiunte dalla banda larga via cavo, l’azienda di Elon Musk ha in programma di lanciare una costellazione di 12.000 satelliti. Un progetto che ha fatto scattare l’allarme di astronomi e appassionati del cielo notturno.

Dalla Starlink di Space X alla Athena di Facebook sono, infatti, diverse le costellazioni di satelliti che nel giro di pochi anni renderanno trafficata l’orbita bassa terrestre, cioè quella al di sotto dei 2.000 chilometri. “I satelliti Starlink sono ormai così numerosi – spiega Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai) – da creare sempre più spesso problemi nelle riprese astronomiche, con l’apparizione di trenini di satelliti nelle immagini, che rappresentano un nuovo tipo di inquinamento luminoso”.

Secondo un recente rapporto elaborato da un gruppo di 250 esperti, tra cui quelli dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), i satelliti in orbita bassa intorno alla Terra, a causa della loro capacità di riflettere la luce del Sole, possono inoltre disturbare i programmi scientifici che richiedono osservazioni al crepuscolo. Come la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra o lo studio della radiazione emessa dalle sorgenti astronomiche più violente insieme alle onde gravitazionali.

Secondo le simulazioni elaborate nei mesi scorsi dall’Unione Astronomica Internazionale (Iau), i satelliti in orbita al di sotto dei 600 chilometri producono limitate interferenze sulle osservazioni durante le ore più buie della notte. Ma quelli ad altitudini maggiori, come la costellazione a 1.200 chilometri progettata da OneWeb, possono essere illuminati durante tutta la notte in estate e per gran parte della notte in altre stagioni.

Come rimediare? Per monitorare l’impatto dei satelliti Starlink, l’Uai ha lanciato nei mesi scorsi il programma ‘Uai SatMonitor’, invitando tutti gli appassionati del cielo notturno a segnalarne il passaggio. Per mitigare i danni provocati dalle grandi costellazioni di satelliti internet, nel documento dei 250 esperti sono contenute 10 raccomandazioni.

La prima è, ovviamente, lanciare meno satelliti. Le altre sono dispiegarli ad altitudini inferiori ai 600 chilometri, usare coperture per tenere in ombra le superfici riflettenti e controllarne l’altitudine per riflettere meno la luce del Sole verso la Terra.

(di Davide Patitucci/ANSA)