Ferlinghetti pittore per la prima volta a New York

Laurence Ferlinghetti in una foto d'archivio.
Laurence Ferlinghetti in una foto d'archivio. ANSA/ MONTEFORTE

NEW YORK. – A 101 anni compiuti lo scorso marzo Lawrence Ferlinghetti ha la sua prima mostra come pittore a New York. Disegni, dipinti e stampa dell’ultimo dei Beat sono in mostra fino al 2 ottobre da New Release, una galleria di Chinatown. Padre italiano di Brescia, madre francese, Ferlinghetti è nato a Yonkers, alle porte di New York, il 24 marzo 1919, in piena epidemia di spagnola e ha celebrato il suo ultimo compleanno in piena pandemia da Covid.

E’ stato pittore per tutto il tempo in cui è stato anche poeta, editore, libraio e attivista politico. City Lights, la libreria di San Francisco da lui fondata nel 1953, aveva sede nel quartiere italo-americano di North Beach, non lontano da Chinatown.

Ed è un atto di giustizia poetica che le sue opere figurative siano adesso presentate in uno spazio che, nella sua prima incarnazione negli anni Trenta, si trovava in piena Little Italy e vendeva agli immigrati italiani musica del paese di origine. La mostra doveva aprire in marzo per celebrare il compleanno, ma il Coronavirus aveva costretto al rinvio.

Esposte a New Release sono due dipinti, nove opere su carta e tre stampe dagli anni Ottanta a oggi in cui l’artista interpreta miti greci (Icaro, Leda, Oreste e sua madre, Clitennestra), ritrae figure letterarie e giovani uomini e donne nudi. “Ho amato Ferlinghetti da quando ero al liceo. Conoscevo bene il suo lavoro letterario, ma solo cinque o sei anni fa ho visto per la prima volta la sua produzione figurativa”, spiega all’ANSA la gallerista Erin Goldberger.

“La piccola selezione è stata scelta per rappresentare la conoscenza, la cura e la passione che Ferlinghetti ha avuto per la poesia, la scrittura, la mitologia e la storia”. In “Il giovane Yeats” del 2008, Ferlinghetti crea un ritratto che evoca il periodo blu di Picasso in cui le parole “Maud Gonne gone” scritte sul petto del poeta evocano Maud Gonne, attrice e suffragetta irlandese, che fu una delle sue muse.

Testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs e Frank O’Hara, Ferlinghetti ha fatto la storia della Beat Generation evocata in parte in “Little Boy”, il suo ultimo libro uscito in occasione del centesimo compleanno.

Solo nel 1953, dopo una infanzia alla “Lord Fauntleroy” di Charles Dickens, la guerra in Marina, gli studi alla Columbia e alla Sorbona, Ferlinghetti si trasferì a San Francisco, la città dove da allora vive e lavora. City Lights divenne un magnete per la rivoluzione culturale del movimento Beat e la casella postale dove i poeti si facevano recapitare la posta quando erano “on the road”.

Nel 1956 Ferlinghetti pubblicò “Howl” di Ginsberg e per questo editore e autore finirono in carcere per oscenità: il processo un anno dopo fece entrambi diventare internazionalmente famosi.

(di Alessandra Baldini/ANSA)