Si torna a scuola tra applausi, canzoni e lacrime: “Vogliamo ricominciare”

Si torna a scuola. 14 settembre.
Si torna a scuola. 14 settembre. (ANSA)

ROMA. – Applausi, striscioni, mascherine, qualche lacrima e tanta voglia di ricominciare per gli oltre cinque milioni di studenti che oggi sono tornati in classe. Da Nord a Sud stamattina, dopo ben sei mesi, è tornata a suonare la campanella dando il via ufficialmente a un nuovo anno scolastico che difficilmente si dimenticherà.

Per dare il benvenuto ai suoi alunni una scuola di Roma ha scelto come colonna sonora «Don’t Worry, Be Happy» di Bobby McFerrin. Un incoraggiamento per i bambini dell’istituto comprensivo Falcone e Borsellino, a pochi passi da piazza Bologna, che con grande gioia e un pizzico di emozione sono tornati in classe.

Nell’istituto è stata predisposta la segnaletica per rispettare il distanziamento fin dal giardino e ingressi scaglionati da più cancelli e con orari diversi per evitare assembramenti. «È andata molto bene – ha spiegato Chiara, rappresentante dei genitori di una sezione della primaria – La preside si è impegnata al massimo per garantire la sicurezza e allo stesso tempo un clima di serenità per i nostri bambini che ritornano a scuola, dopo tanti mesi, in una situazione mai vissuta fino ad ora».

E a Rimini mascherine e musica per la ripartenza. Al liceo scientifico Einstein di Rimini, nel centro studi della Colonnella, il primo giorno di scuola si è svolto in maniera ordinata, a parte qualche disagio per il trasporto dovuto allo sciopero della sigla sindacale Ugl. Nel cortile della scuola tutti indossavano la mascherina mentre al piano terra Andrea, un ex studente che si è diplomato a giugno in piena pandemia, ha suonato il pianoforte augurando buon anno scolastico a tutti.

Anche i circa quattromila studenti di Codogno sono tornati sui banchi. Le scuole del comune dove è stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia erano chiuse dal 22 febbraio. A Firenze, invece, la campanella è suonata anche al Teatro della Pergola di Firenze dove fino al prossimo novembre tre classi della scuola media statale Giosuè Carducci faranno lezione nella sala delle Colonne, nel saloncino intitolato a Paolo Poli e nel foyer di galleria.

«Viva la scuola, non ne potevamo più di starcene a casa»: è il messaggio lanciato invece dagli studenti di Norcia. Un momento di festa e di «grande importanza», per ragazzi e docenti. «Questa volta ‘Viva la scuola’ lo possiamo dire convinti, non ne potevamo più di starcene a casa», raccontano due liceali. Non sono mancati striscioni di protesta a Milano contro le regole previste per la riapertura.

“‘Bentornati/e! (..ma come?’). «Siamo tornati (…ma come?)” il messaggio dei manifesti affissi davanti a numerosi licei della città, firmati dai collettivi delle scuole o dalla Rete degli studenti Rsm. Mentre nel Lazio per il primo giorno di scuola i ragazzi della Rete degli studenti medi si è mobilitata organizzando flash mob in alcune scuole.

(di Chiara Acampora/ANSA)