Venezuela costituente: un inganno, un tranello, un’arma, o tutto questo?

I membri della Assemblea Nazionale Costituente posano davanti alla sede del Parlamento.
I membri della Assemblea Nazionale Costituente posano davanti alla sede del Parlamento.

CARACAS. – Eletta dai “chavistas” nel 2017, tra proteste e  decine di morti,  la “Assemblea Nazionale Costituente” (Anc) è servita a tutto fuorché a redigere una nuova Costituzione in Venezuela. Eppure questo doveva essere il suo obiettivo principale, da realizzare in massimo due anni.

Dotata di pieni poteri, il nuovo organismo politico ha sostituito l’Assemblea Nazionale, di maggioranza oppositrice, usurpandone ogni prerogativa. E perseguito la dissidenza. Ha nominato autorità, ha approvato leggi, ha revocato immunità parlamentari e rimosso governatori. Insomma, è stata una costante la “spada di Democle”, sulla testa dei detrattori del governo.

Come annunciato dal presidente Nicolás Maduro, l’Assemblea Costituente dovrebbe cessare nelle sue funzioni lo stesso giorno in cui inizierà l’attività il nuovo Parlamento, eletto il prossimo 6 dicembre. Le elezioni parlamentari, peró, sono contestate dall’Opposizione, che le considera una messa in scena per assicurare al “chavismo” anche il controllo del “Potere Legislativo”

Fino ad oggi la ANC non ha presentato al paese un solo articolo della nuova “Carta Magn”. Gli analisti, comunque, invitano a non fidarsi. Non sia mai che la ANC tiri fuori il suo “asso nella manica”. E presenti una nuovo Castituzione da votare.

La “Prostituente”

Convocata senza essere stata prima proposta attraverso un “referendum”, come previsto dalla Costituzione. Ed eletta su basi comiziali settoriali e per “comunas” filogovernative, la Costituente fu immediatamente respinta dall’opposizione che ne contesta la legalità.

“Quella convocata da Maduro non è una costituente ma una prostituente. Il voto deve essere universale e uguale per tutti. Non si possono fare distinzioni per settori. Sarebbe troppo facile che il convocante dica tu voti e tu no”, tuonava Henry Ramos, leader di Acción Democrática.

Esperti in materia, organismi di categoria, avvocati e Ong’s denunciarono la violazione dei principi costituzionali della consulta.

“La sua caratteristica principale è in effetto il disconoscimento del voto universale, segreto e diretto, conquista dei venezolani fin dalla costituzione del 1947”, sottolineava la Ong “Acceso a la justicia”.

D’accordo alle disposizioni, stabilite nel decreto presidenziale emanato da Maduro, dei 545 membri della Costituente, 364 sarebbero stati eletti territorialmente, 8 dalle popolazioni indigeni e 173 restanti appartenenti a specifiche organizzazioni di lavoro, settori e “comunas”. Per cui i votanti dovevano essere registrati nelle apposite organizazioni e sindacati riconosciuti dal governo. Un complicato sistema di votazione a base corporativa mai visto nel paese.

Una delle numerose proteste contro la Costituente.
Una delle numerose proteste contro la Costituente.

“Convoco una Costituente cittadina, no una Costituente di partiti ne di élite, una Costituente civile, operaia, comunale, contadina; una costituente femminista, della gioventù, dei studenti; una Costituente indigena, ma soprattutto una Costituente profondamente operaia, profondamente comunale. Convoco ai ‘comuneros’, alle ‘missioni’ (programmi di ammortizzatori sociali)”, sosteneva il presidente Maduro.

L’elezione della Anc si svolse il 30 luglio 2017. E costò la vita a 119 persone, morte durante 121 giorni di proteste, iniziate ad aprile. Al suffragio partecipò il 41% dei votanti (cifre ufficiali), meno del 18% (cifre offerte da giornali e Opposizione)

La Anc non venne riconosciuta sia dall’Unione Europea,  sia da 14 paesi del “Gruppo di Lima” e sia dall’OSA.   Ma ebbe l’approvazione degli alleati del Venezuela: Bolivia, Russia, Iran, Siria, Nicaragua e Cuba.

Sustituiti e “spogliati”

Nella sua prima riunione, la Anc sostituiva il Procuratore Generale, Luisa Ortega Díaz, con Tarek William Saab. Nominava Alfredo Ruiz come “Difensore del Popolo” e designava una “Commissione della Giustizia e la Verità”, presieduta dal N.1 dell’ANC, Delcy Rodriguez, per indagare sulle vittime delle manifestazione antigovernative.

Poco dopo destituiva al governatore dello Zulia, Juan Pablo Guanipa, per esseri rifiutato di giurare fedeltà all’Anc.

“Cambiare un rappresentante del ministero pubblico è prerogativa di ogni paese”, giustificava Maduro. E assicurava che la sua elezione era competenza del “potere legislativo costituente”.

Un anno dopo (e con 40 membri di meno perché nel frattempo eletti sindaci o governatori) la Anc revocava l’immunità parlamentare a quattro deputati dell’Opposizione per poi arrestarli, processarli con l’accusa di delitti contro lo Stato e condannarli. Alla fine di 2019, erano ben 23 i deputati privati di ogni prerogativa parlamentare e processati.

Allo stesso tempo, la Anc metteva fuori legge “Voluntad Popular” e “Primero Justicia” che si rifiutarono di partecipare alle elezioni regionali e approvava la singolare “Legge contro l’Odio e per la Convivenza Pacifica e la Tolleranza”, uno strumento legale creato per proibire le proteste e perseguitare manifestazioni. Inoltre, anticipava di sei mesi le elezioni presidenziali fissandole al 20 maggio 2018 e approvava nuove leggi in ambito economico e finanziario.

“Ghigliottina”

“La ANC non sarebbe mai dovuta esistere. Non c’erano ragioni per creare un procedimento del genere che permetteva i brogli elettorale e distruggeva l’ordine costituzionale”, afferma l’esperto Juan Vicente Haro.

Il professore con post-grado in Diritto Costituzionale sottolinea che l’Anc “fu creata con l’unico obbiettivo di neutralizzare, in pratica eliminare, ed usurpare illegittimamente l’autorità del Parlamento, eletto dai venezolani. Ed è questo il ruolo che ha svolto durante tutto questo periodo”

“Costituente senza consultazione é una frode”, é la scritta sul cartello di un manifestante

Ribadisce che “fu una ‘ghigliottina rivoluzionaria’ per abolire pian piano e in maniera illegittima e ingiusficata l’immunità di molti parlamentari e ridurre alla minima espressione il funzionamento dell’Assemblea Nazionale, completando il lavoro di sabotaggio svolto in questo senso dalla Corte Suprema”, che dichiarò al parlamento in ”ribellione” e annullò tutte le sue decisioni legislative.

Secondo Haro, il governo diede una “interpretazione perversamente erronea  e totalmente fraudolenta di ciò che deve essere una Costituente, ossia redigere una nuova Costituzione”.

“Non ha poteri supracostituzionali, non può assumere facoltà legislative ne autorizzare processi giudiziari contro deputati”, spiega.

L’analista Arnado Benitez, dal canto suo, indica che “l’unica ragione di esistenza della Costituente fu quella di sostituire la AN, calpestare la Costituzione e fare tutto quanto ordinato dal governo di Maduro”.

La Anc, aggiunge “non ha la potestà di legislare e di convocare elezioni, non ha autorità per abolire l’immunità parlamentare ai deputati”.

Anche il “costituente chavista” Nestor Francia ha contestato recentemente l’operato della Anc. E chiesto “scusa” agli elettori per farne parte:

“La Anc non ha compiuto il ruolo che normalmente si richiede ad una costituente… é solo servita per rafforzare il potere e il controllo del (partito socialista) Psuv. Nell’organismo si impone ciò che ordina Maduro”, ha confessato paragonandolo a un apparato proselitista (Unidad de Batalla Hugo Chavez) “a grande scala.”

Un testo “fantasma”

Del lavoro della Anc su un nuovo statuto non si è avuto nessuna notizia durante questi tre anni di “lavoro”. Mai un’informazione, non una discussione o una sola parola su qualsivoglia articolo per un nuovo ordinamento giuridico. Solo nel settembre 2018, dopo un anno di funzionamento, il quotidiano Panorama di Maracaibo pubblicava una bozza di Costituzione composta da 411 articoli (l’attuale ne possiede 350), citando “fonti della Costituente”. Nessuno ne assunse la paternità. Anzi fue negata dal segretario dell’Anc, Fidel Vasquez.

Fra i cambi più importanti proposti nella bozza di Costituzione, c’era l’estensione del periodo presidenziale da sei a sette anni, lo creazione di uno “Stato Federale, centralizzato politicamente e deconcentrato amministrativamente”. E poi si affermava che il Venezuela non sarebbe solo uno “Stato Democratico e Sociale di Diritto” come anche uno “Stato popolare con giustizia sociale”.

Votazione in una sessione della Anc.
Votazione in una sessione della Anc.

Nel suo contenuto si contemplavano limitazioni  alla proprietà privata, alla liberta economica, all diritto al guadagno, e alle manifestazioni, alle proteste ed alla libertà d’espressione. Nel suo preambolo non mancava un riferimento all’estinto Hugo Chávez chiamandolo “amato ed eterno Comandante”.

Nel testo, una commissione di addetti ai lavori studiava includere anche forme di governo delle “comunas”, includere le milizie alle Forze Armate e punire severamente il delitto di “tradimento alla Patria”, d’accordo a una delle poche dichiarazione sull’argomento dell’avvocato membro della Costituente, Hermann Escarrá.

Nuova Costituzione?

In agosto, Maduro annunciò l’Assemblea Costituente sarebbe stata sciolta, dopo le elezioni parlamentari del 6 dicembre.  Ritenne che era riuscita a “pacificare” il paese.

“La Anc proseguirà nelle sue funzioni fino a dicembre. Da oggi fino quel giorno organizzeranno tutto il lavoro legislativo da lasciare al paese”, ha detto. Gli analisti temono l’apparizione di una nuova Carta Magna, fino ad oggi sconosciuta dai cittadini.

“Che non si fidino i venezolani dell’annuncio dello scioglimento dell’Anc. Non possiamo essere ingenui e pensare che Hermán Escarrá o qualunque altro integrante della Anc non possieda un progetto di Costituzioni”, mette in guardia Haro.

La bozza della nuova costituzione pubblicata dal giornale Panorama

Benítez avverte che “nessuno garantisce che Maduro dica la verità. Il Governo ha preparato una farsa elettorale per il 6 dicembre. Per Maduro la Anc muore se riesce ad avere i tre quarti o la maggioranza qualificata del parlamento come progettato. Se non ci riesce, non eliminerà la Anc”.

“La falsa Anc è sempre stata subordinata a Nicolas Maduro. Già ha fissato la data di scadenza. Ciò conferma che il suo unico proposito era usurpare funzioni della AN eletta nel 2015. Attenzione se prima non gli viene in mente di promulgare una nuova Costituzione senza realizzare un referendum. Sarebbe proprio ‘il fiore all’occhiello”, ha cinguettato con sarcasmo il costituzionalista Juan Manuel Raffalli.

Da parte sua, il presidente della Anc, Diosdado Cabello, ha escluso (ma non del tutto) la elaborazione di uno ordinamento giuridico del paese prima della fine dei lavori.

“Io credo di no. Devo dirlo con responsabilità. Credo proprio di no. Pensare che noi da qui a due mesi o tre mesi, saremo in grado di svolgere tutto quel procedimento… N0, non lo vedo fattibile”, ha affermato il “numero due” del governo in un intervista in tv.

Ma il dubbio resta.

Roberto Romanelli