TikTok vola, è prima al mondo per download e ricavi

Logo della app 'TikTok' sullo schermo di un smartphone.
Logo della app 'TikTok' sullo schermo di un smartphone. EPA/HAYOUNG JEON

ROMA. – TikTok è la regina degli smartphone. Nonostante sia stata bandita dall’India, e rischi una sorte simile in Usa, il social cinese nel mirino di Donald Trump è l’applicazione più scaricata e la più lucrativa al mondo. A incoronarla sono gli analisti di Sensor Tower, che descrivono un mercato – quello delle app – in crescita sia per numero di download che per ricavi generati.

Una buona notizia per Google e Apple, che intascano parte delle entrate, anche se dall’Ue agli Usa e all’Australia sono diversi i fari antitrust accesi sui due ecosistemi, sospettati di agire da monopoli e per questo a rischio di interventi e sanzioni.

Nel terzo trimestre le entrate di TikTok, inclusa la sua versione cinese Douyin su dispositivi Apple, sono aumentate dell’800% rispetto al terzo trimestre 2019. Al secondo posto c’è YouTube, seguita dalla app d’incontri Tinder.

TikTok risulta prima anche per numero di download, davanti a Facebook e alla app per videochattare Zoom. Sempre stando ai ricercatori, da luglio a settembre la spesa globale in app è cresciuta del 32% su base annua arrivando a 29,3 miliardi di dollari, mentre il numero di installazioni è aumentato del 23,3% e ha raggiunto i 36,5 miliardi.

Sull’App store di Apple la spesa in applicazioni a pagamento, abbonamenti e acquisti in-app ha riportato un aumento del 31% a 19 miliardi di dollari; sul Play Store di Google è aumentata del 33,8% a 10,3 miliardi. Guardando al numero di installazioni di app, invece, sono 8,2 miliardi quelle registrate su dispositivi Apple, contro i 28,3 miliardi su dispositivi Android.

Che i proprietari di iPhone siano molto più propensi a spendere rispetto ai più numerosi possessori di smartphone Android è un dato assodato da cui trae vantaggio anche Apple. Il suo App Store è l’unico negozio ufficiale dove poter scaricare le app su iPhone, iPad e Mac, e sulle transazioni Apple trattiene una quota fino al 30%.

Parimenti, anche Google trattiene una percentuale sugli acquisti. I due colossi, inoltre, hanno anche le proprie applicazioni in concorrenza con quelle di aziende esterne, ad esempio Apple Music e YouTube Premium in ambito musicale. Questa posizione ha nel tempo attirato sia le proteste degli sviluppatori di applicazioni, sia l’attenzione dei regolatori internazionali.

Nel 2019 la scandinava Spotify, primatista della musica in streaming, ha accusato Apple di abuso di posizione dominante davanti all’Antitrust Ue, che lo scorso giugno ha aperto un’indagine formale sulla Mela.

La commissione Ue, intanto, lavora a una legge sui servizi digitali che potrebbe imporre nuove regole. Epic Games, sviluppatore del popolare gioco Fortnite, si è invece rivolto al tribunale, facendo causa a Google e Apple per violazione delle norme sulla concorrenza.

Alla base c’è sempre il prelievo del 30% sugli acquisti all’interno dell’app. Una commissione elevata che negli ultimi mesi ha portato all’apertura di indagini Antitrust in varie parti del mondo, dagli Usa dall’Australia, fino alla Corea del Sud.

(di Laura Giannoni/ANSA)