Il Nobel per la Física 2020 a Roger Penrose. A quando quello a Ettore Majorana?

Stephen Hawking e Roger Penrose

E’ con immenso interesse e piacere che assistiamo alla notizia del Premio Nobel per la Fisica 2020, all’astrofisico Roger Penrose. Penrose è forse l’astrofisico più illuminato vivente. Gli studi sui buchi neri gli hanno permesso di raggiungere l’elevato riconoscimento. Collaboratore di Stephen Hawking, ha un bagaglio notevole di pubblicazioni, articoli, libri e prefazioni. Penrose sta raccogliendo ciò che la giustizia terrena poteva conferirgli, il Nobel appunto, a coronamento di una lunga vita di studi e di scoperte.

A dire la verità, ogni anno in occasione dei Nobel per la Fisica, con una punta di italico orgoglio, mi tornano alla mente i premi conferiti a fisici italiani: Enrico Fermi, Emilio Segrè, Carlo Rubbia. A Enrico Fermi “per la sua dimostrazione dell’esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti”. A Emilio Segrè “per la scoperta dell’antiprotone”. A Carlo Rubbia “per il contributo decisivo al grande progetto, che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole”. Ora a Roger Penrose “per la scoperta che la formazione dei buchi neri è una robusta previsione della teoria della relatività generale”.

Questa “passerella” di motivazioni percorrono, in realtà, la storia della fisica moderna. Negli anni ’30 la fisica italiana, grazie a Fermi e ai suoi “ragazzi” di via Panisperna a Roma (Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino, Ettore Majorana); quella sulle particelle e sul nucleo atomico, era la fisica mondiale. Più recentemente, confermando la teoria dell’unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole, Carlo Rubbia, continua questo orgoglio italiano che prosegue con lo studio della fusione nucleare e del solare termodinamico.

In sostanza l’Italia ha ricevuto ben tre premi Nobel per la Fisica. Non che nel passato l’Italia non abbia avuto geni della Fisica: Galileo Galilei (1564-1642), Luigi Galvani (1737-1798), Alessandro Volta (1745-1827), Guglielmo Marconi (1874-1937). Ma a parte questi grandi scienziati, per così dire “apicali”, diversi sono stati i fisici, specialmente fisici sperimentali, a cui l’Italia ha dato i natali. Basti pensare alla finezza scientifica di Franco Rasetti o alla brillantezza di Ettore Majorana, fisico teorico con elevate attitudini matematiche. Fermi ebbe a dire di Majorana: “Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene Ettore Majorana era uno di quelli”..

Nonostante la sua ritrosia alla fama e alle pubblicazioni scientifiche, Majorana ha prodotto lavori importanti, sino alla teorizzazione dell’esistenza del neutrino, fondamentale, tra l’altro, per lo sviluppo dei computers quantistici. Tra le pubblicazioni di Majorana: “Sulla teoria dei nuclei”, “Teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone”, “Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze naturali”. Un giovane e promettente fisico, Majorana, di cui Fermi capì subito la levatura e che incoraggiò, come potè, a farsi avanti nello scenario scientifico internazionale del tempo.. Andò, con notevole accoglienza, alla corte dei maggiori fisici del tempo, Heisemberg, da Bohr, etc. Raccolse una notevole stima da Heisemberg. Ma Majorana è anche noto per la sua “scomparsa”, avvenuta il 25 marzo del 1938, all’età di 31 anni.

Comunque si vedano le cose, suicidio o non), egli volle che il suo rapporto “ufficiale” con il mondo finisse quel venerdì. I suoi studi meriterebbero un riconoscimento, anche postumo, a coronamento di una produzione scientifica modesta numericamente, ma efficace. Ad ogni premio Nobel per la Fisica, ogni anno, aspetto con ansia il giusto riconoscimento a Ettore Majorana. Fermi non parlava a sproposito e, se ci fossero state le occasioni lo avrebbe candidato al Nobel.

Il prof. Carrelli, direttore della Facolta’ di fisica dell’Università di Napoli, era solito dire di Majorana: “Era il più grande di tutti” e ancora “non oso dire dove sarebbe arrivato se fosse vissuto”. Gli studi scientifici di Majorana (10 in tutto pubblicati, oltre a lezioni ed appunti), diedero uno sviluppo fondamentale alla fisica del tempo e, risposero in modo originale molte questioni aperte, creando spunti di riflessione per le future scoperte del secondo dopoguerra e di quelle attuali.

Nell’aprile 2012 la rivista Science ha pubblicato uno studio che conferma la esistenza dei fermioni da lui teorizzati nel 1937, che sembrano coincidere con la controparte dell’antimateria. Per primo avanzò l’ipotesi secondo la quale protoni e neutroni, unici componenti del nucleo atomico, interagiscono mutuamente mediante forze di scambio. Questa teoria porta il nome di Heisemberg, il fisico tedesco che, dopo Majorana, giunse autonomamente agli stessi risultati. Ecco chi era Ettore Majorana, uno scienziato brillante e un uomo sfortunato. Diceva Edoardo Amaldi di lui: “Aveva saputo trovare in modo mirabile la risposta ad alcuni quesiti della natura, ma aveva cercato invano una giustificazione alla vita, alla sua vita,che era per lui di gran lunga più ricca di promesse di quanto non lo sia per la stragrande maggioranza degli uomini”. Carrelli diceva: “…Se fosse vissuto…..”. Ma la Fisica atomica è una scienza per geni precoci, fino ai 30 anni appunto. E’ difficile spiegare la contraddizione fra la stima riscossa (“come Galielo e Newton”) e la relativa modestia delle pubblicazioni scientifiche. Ciò si spiega in parte con la totale riluttanza che aveva Majorana alla fama.

Se tali intuizioni fossero state immediatamente pubblicate, come tentò di fare Fermi, forse almeno due conquiste sarebbero state riconosciute da un premio Nobel, avrebbero portato il suo nome: quella del Nobel a Heisemberg del 1932 e quella del Nobel a Chadwick nel 1935. Il congedo “ufficiale” di Ettore Majorana diceva: “Come professore valgo poco, come scienziato non credo in quello che faccio,come uomo sono uno zero…”. Ma a questo “zero” corrisponde l’immensità del suo genio e della sua opera. D’altra parte lui era anche un abile matematico e la matematica non è una opinione. Riporto nel seguito la richiesta fatta al Presidente della Reale Accademia delle Scienze di Stoccolma, per il riconoscimento postumo del Nobel per la Fisica a Ettore Majorana.

Marco Guiduzzi