Bombole d’ossigeno: boom richieste per coronavirus, ma nessuna carenza

Un operatore sanitario dell'ospedale San Filippo Neri a Roma con due bombole d'ossigeno
Un operatore sanitario dell'ospedale San Filippo Neri a Roma con due bombole d'ossigeno. ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA. – Nessuna carenze di bombole di ossigeno, un farmaco essenziale per alcuni pazienti con Covid-19, oltre che per molte altre patologie respiratorie. Al contrario si sta lavorando per evitare eventuali difficoltà.

A stemperare le polemiche è stato un comunicato di Aifa, Assogastecnici e Federfarma, che ricordano come per evitare problemi sia necessaria la collaborazione dei pazienti, che devono restituire le bombole presenti in casa ed eventualmente non utilizzate o esaurite.

“Allo stato attuale, sebbene l’emergenza legata al virus SARS-CoV-2 abbia determinato una crescita significativa della domanda di ossigeno, non vi è alcun rischio di carenza del farmaco, spiegano, e le aziende del settore, grazie ad un enorme impegno del personale e a ragguardevoli investimenti produttivi e distributivi, hanno assicurato costantemente le forniture di ossigeno liquido medicinale in serbatoio, nonché in bombole e unità base opportunamente sanificate ad ospedali ed ai pazienti a domicilio.

Aifa, attraverso gli Uffici più direttamente coinvolti nella fase di emergenza, ha per parte sua supportato questo sforzo attuando nel settore alcune deroghe regolatorie che, nel rispetto dei requisiti di qualità e sicurezza, hanno permesso di garantire la continuità delle attività produttive”.

Le notizie imprecise riportate dai media in termini di “carenza di ossigeno” o “carenza di bombole”, aggiungono congiuntamente, contribuiscono negativamente all’attuale situazione, in quanto molti utilizzatori potrebbero non restituire i recipienti di cui sono in possesso per paura di perderne la disponibilità in caso di bisogno.

“È pertanto di fondamentale importanza, in questo stato emergenziale, che i recipienti per l’ossigeno vengano restituiti alla farmacia appena svuotati, per rendere le bombole immediatamente disponibili al riempimento e al successivo utilizzo. Federfarma conferma il massimo impegno da parte delle farmacie Italiane per garantire la sanificazione e la pronta disponibilità delle bombole da riconsegnare: per questo, a seguito della riunione, la federazione ha già avviato una campagna di sensibilizzazione attraverso le farmacie, mirata a promuovere la restituzione delle bombole e dei contenitori non utilizzati”.

Il problema della carenza è stato segnalato in questi giorni ad esempio dalla provincia Napoli, dove questa settimana arriveranno 200 bombole in più, e nel barese, con la protezione civile di Gravina di Puglia e le farmacie di Bari che hanno rivolto appelli alla popolazione perché restituisca le bombole inutilizzate.