Ruben Limardo, da medaglia d’oro olimpica a rider in Polonia

Il medagliato Limardo fa il rider in Polonia.

CARACAS. – Nel 2012, lo spadaccino Ruben Limardo regalava al Venezuela la sua seconda medaglia d’oro nei Giochi Olimpici. Dopo 44 anni, Limardo faceva suonare il “Gloria al Bravo Pueblo” in un evento a cinque cerchi.

Otto anni dopo, lo spadaccino nato il 3 agosto 1985 a Ciudad Bolívar, si ritrova a fare il rider per le strade della cittá polacca di Lodz. Va ricordato che nel palmares di Limardo, oltre alla medaglia d’oro ci sono medaglie al mondiale e ai Giochi Panamericani.

Il campione, da diversi anni vive in Polnia, si allena a Lodz, ma i soldi non gli bastano per sopravvivere. Quando il Comitato Olimpico Internazionale, a causa del Covid-19, ha fatto slittare i Giochi nel 2021, gli sponsor che seguivano lui come i suoi compagni di squadra hanno arrestato i fondi e allora l’unico rimedio per sopravvivere, in attesa delle Olimpiadi, è lavorare.

E Limardo lo fa, insieme agli altri campioni della Nazionale venezuelana. Tutti in Polonia, portati nel paese dell’est europeo proprio da Limardo, con l’aiuto di una fondazione. Adesso fanno i riders i prodotti di vari ristoranti. La notizia l’ha pubblicata sul suo profilo Instagram ed ha fatto súbito il giro del web.

“Come molti dei miei compagni siamo stati costretti a trovare altre via per portare soldi a casa. Da quando avevo 19 anni vivo in Polonia, ma da 5 sono padre di famiglia. Orgogliosamente posso dire che oltre a dedicarmi allo sport ho un’altra forma di guadagnarmi la vita e mantenere la mia famiglia” – ha pubblicato sul suo social network lo spadaccino, aggiungendo – “Non ho smesso di allenarmi un solo giorno, non potevo rimanere seduto ed aspettare che arrivassero le risorse per il mio lavoro come atleta. Per la prima volta in 35 anni mi sto dedicando a qualcosa che non é sport e mi riempie di soddisfazione”.

Possiamo dire che gli abitanti di Lodz hanno il privilegio e l’onore di poter ricevere una pizza dalle mani di una medaglia d’oro olimpica.

(di Fioravante De Simone)