Emily Murphy, l’ostacolo di Biden alla transizione

Emily Murphy
Emily Murphy. (Gettyimagine)

NEW YORK. – Emily Murphy ricopre un ruolo quasi sconosciuto al grande pubblico. Ma dall’Election Day tutti i riflettori sono puntati su di lei: in qualità di responsabile della General Services Administration è l’incaricata a firmare i risultati del voto e “l’apparente candidato che ha vinto”. Una firma che apre la strada alla transizione, concedendo al vincitore l’accesso alle agenzie esecutive del governo e ai briefing dell’intelligence.

A più di 15 giorni dal voto, Murphy la firma non l’ha ancora messa tenendo così in ostaggio il presidente-eletto Joe Biden. E se una certa esitazione a firmare poteva essere compresa nelle ore successive al risultato elettorale, ora le sue perplessità suscitano non pochi dubbi.

Consapevole che il voto avrebbe comportato non pochi rischi e pericoli, Murphy aveva contattato già prima del 3 novembre i suoi predecessori per consultarsi su come comportarsi in caso di controversie elettorali. Consultazioni che l’avrebbero portata a maturare la convinzione che la situazione attuale è simile a quella del 2000, quando non c’è stato un chiaro vincitore per un mese.

Dati alla mano, le elezioni 2020 sono però ben diverse da quelle fra Al Gore e George W. Bush, che consumarono il loro scontro post-voto in un unico Stato, la Florida, e su poche migliaia di voti. Dalla recente tornata elettorale un vincitore è emerso chiaramente, ed è Joe Biden, che ha ottenuto più di 5 milioni di voti in più di Trump. Ma c’è una presidenza alla Casa Bianca che rifiuta di concedere la vittoria mettendo di fatti Murphy, nominata proprio da Trump, all’angolo.

“E’ in una posizione difficile. E’ una professionista, ha un profondo rispetto delle regole, ed è anche un avvocato scrupoloso che si trova in una situazione complicata fra le carenze normative e pochi precedenti cui attingere”, dicono alcune fonti vicine a Murphy.

Non è chiaro quanto la sua resistenza a firmare potrà durare ancora fra le critiche e le pressioni. La chiusura del riconteggio dei voti in Georgia potrebbe convincerla a mettere la sofferta firma ed aprire la strada alla transizione tanto voluta da Biden.