Inps: “Pagate 14,2 milioni di cassa integrazione Covid, il 99,7%”

Un operaio della Trelleborg Wheel Systems a lavoro presso la sede dello di Tivoli, a pochi chilometri da Roma
Un operaio della Trelleborg Wheel Systems a lavoro presso la sede dello di Tivoli, a pochi chilometri da Roma, 25 aprile 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Numeri sempre più alti per la cassa integrazione Covid, paracadute per 6,6 milioni di lavoratori durante l’emergenza pandemica. Le ore autorizzate dall’Inps segnano un nuovo picco, raggiungendo quota 3,4 miliardi in sette mesi (da inizio aprile a fine ottobre), mentre i pagamenti effettuati direttamente dall’Istituto di previdenza raggiungono, a metà novembre, quota 14,2 milioni, il 99,7% delle richieste. Si tratta di 3,5 milioni di beneficiari.

A fare l’aggiornamento è lo stesso Istituto. In attesa del primo pagamento restano, invece, seimila lavoratori. Nello specifico, dai dati emerge che al 18 novembre, su circa 14,292 milioni di domande di pagamento sono 14,198 milioni le prestazioni erogate direttamente dall’Inps a 3,5 milioni di lavoratori. E che, negli ultimi 15 giorni, tra il 3 e il 18 novembre sono state erogate direttamente 594 mila integrazioni salariali. A non aver ancora ricevuto il primo pagamento restano invece 6.074 lavoratori.

L’Istituto guidato da Pasquale Tridico sottolinea “l’mpegno per l’accelerazione e la soluzione” dei problemi legati alle erogazioni in sospeso, che ha portato “a ridurre ulteriormente” il numero di coloro che devono percepirle. L’Inps torna a spiegare che le domande “hanno problematiche che impattano su processi esterni all’Istituto e su cui è concentrata l’azione della task force Inps per risolvere ciascun caso contattando le aziende”.

Includendo le richieste di ulteriori mensilità per quanti hanno già ricevuto precedenti erogazioni di cassa integrazione, le domande di pagamento diretto che risultano al momento in lavorazione sono complessivamente 93.545.

Nel complesso, dall’inizio dell’emergenza Covid, la cassa integrazione ha coperto oltre 6,6 milioni di lavoratori: 3,5 milioni con pagamenti diretti e 3,1 milioni a conguaglio sull’anticipo delle aziende. Nell’intero 2019 i lavoratori che avevano usufruito di cig erano stati poco più di mezzo milione: 577 mila.

Intanto, continua a salire anche il numero di ore di cig autorizzate nel periodo compreso tra il primo aprile ed il 31 ottobre scorso per emergenza sanitaria Covid, che raggiunge 3,388 miliardi. Nel solo mese di ottobre, sempre con la causale Covid, sono state autorizzate 330 milioni di ore, facendo registrare un incremento del 38,1% rispetto alle ore autorizzate a settembre.

Una tutela occupazionale e reddituale assolutamente necessaria in questo periodo di emergenza, sottolineano i sindacati, che però puntano l’attenzione anche sul rilancio delle politiche attive. “Se adesso è tempo di agire con una forte dose di politiche passive”, c’è anche la necessità “già da ora di costruire le risposte per far funzionare meglio la macchina del lavoro, fornendo strumenti adeguati a tutti” una volta finita la pandemia, sostiene la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.

Finora con i decreti emergenziali varati in questi mesi dal governo sono state messe in campo 42 settimane di cassa integrazione Covid; altre 12 settimane sono previste nella legge di Bilancio, fruibili da gennaio a giugno prossimo e collegate fino alla fine di marzo al blocco dei licenziamenti. Se dovesse essere necessario, c’è l’impegno del governo a finanziare ulteriori settimane, come assicurato in questi giorni dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo.