La stretta dell’Europa che teme il Natale

Si prepara il negozio per le feste di Natale
Si prepara il negozio per le feste di Natale. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

ROMA. – Le vacanze di Natale nell’anno del Covid sono un appuntamento da temere più che un’occasione per festeggiare. E a poche settimane dalla più tradizionale delle ricorrenze, le leadership di tutta Europa si attrezzano per prevenire l’assalto del nemico invisibile annidato nelle vie dello shopping o sotto le tavole delle pur ridimensionate riunioni di famiglia.

Anche in assenza di una strategia europea concordata, peraltro evocata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel al termine del vertice dei leader Ue, l’indirizzo che sembra prevalere è quello di una stretta consistente per appiattire la curva del contagio entro limiti gestibili per poi consentire un allentamento pilotato delle misure.

In Germania la stessa Merkel alza la pressione in vista dell’incontro con i ministri-presidenti dei Laender del 25 novembre immaginando “una certa libertà per i giorni delle feste di Natale” ma mettendo in guardia su Capodanno a seguito del quale “non dovrà di nuovo precipitare la situazione”. Anche perché, ha avvertito il portavoce del governo Steffer Seibert, “la curva si è stabilizzata a un livello troppo alto per noi”, con 23.648 nuove infezioni nelle ultime 24 ore.

Dopo l’appello lanciato ieri per un coordinamento tra Paesi Ue in modo da fare di tutto “per rendere possibile il Natale”, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato oggi una sorta di messa in sicurezza dell’intero Paese: uno screening di massa che partirà il 5 dicembre per varie fasce di popolazione e sarà esteso a tutti i cittadini austriaci entro Natale.

Anche la Francia, flagellata da una seconda ondata oltre ogni pessimistica previsione e stretta nella morsa del lockdown, si attrezza in vista del fatidico 25 dicembre. In attesa del nuovo discorso alla nazione che pronuncerà martedì il presidente Emmanuel Macron, è toccato al ministro dei Trasporti Jean-Baptiste Djebbari avvertire i francesi che, sì, possono acquistare i biglietti ferroviari per spostarsi durante le feste ma è ancora troppo presto per dire se i treni – ora è sospeso il 70% dei Tgv – potranno circolare.

“Sarà l’evoluzione della situazione sanitaria a dire quali saranno gli spostamenti possibili”. D’altra parte, ha rassicurato il ministro, non “ci sono rischi finanziari” in quanto i biglietti sono annullabili fino all’ultimo giorno. Intanto, nell’ambito del contenimento preventivo, è stato raggiunto un accordo per rinviare al 4 dicembre il Black Friday in modo da evitare i rischi di assembramento se, come sembra, la riapertura dei negozi sarà anticipata dal primo dicembre al 27 novembre, data inizialmente prevista per la giornata dei grandi sconti.

Tutto da definire anche per i sudditi di Sua Maestà che dovranno aspettare almeno la prossima settimana per le prime indicazioni sui piani messi allo studio d’intesa con con le autorità locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. “Dovranno esserci delle regole e speriamo di essere in grado di fare in modo che la gente” possa “avere un po’ di quella gioia che il Natale porta”, ha chiarito il ministro della Salute britannico Matt Hancock alla Bbc, escludendo che le celebrazioni natalizie possano essere esentate del tutto dalle raccomandazioni sul distanziamento, pur considerando la buona notizia della stabilizzazione della curva che oggi ha segnato 20.252 nuovi casi.

Misure restrittive anche nella Scozia della premier indipendentista Nicola Sturgen, che punta ad “abbassare il rischio” di contagio in vista del Natale passando dal livello 3 al livello 4 di allerta che prevede in 11 territori la chiusura di tutti i negozi e servizi non essenziali, la proibizione di spostarsi al di fuori dei confini di ciascun territorio e la raccomandazione di stare il più possibile in casa. Abbandonati dunque progetti di viaggi, messi in soffitta appuntamenti sugli sci, archiviate in anticipo tombolate extrafamiliari e balli di San Silvestro tirati fino all’alba, si spera almeno in un Natale che non sia nel segno di un totale lockdown.

(di Eloisa Gallinaro/ANSA)