Servono duemila anni per rigenerare 10 centimetri di suolo

5 dicembre: Giornata Mondiale del Suolo.
5 dicembre: Giornata Mondiale del Suolo.

ROMA. – Servono 2mila anni per rigenerare 10 centimetri di suolo. Ed è per questo che è necessario prendersene sempre di più cura, mettendolo al centro di un’azione di valorizzazione. Questo il pensiero del direttore del Consorzio italiano compostatori (Cic), Massimo Centemero, espresso durante il convegno on-line ‘#DallaTerraAllaTerra’ in occasione della Giornata mondiale del suolo, che si celebra il 5 dicembre.

“E’ urgente – osserva Centemero – mettere in atto pratiche rigenerative per arrestare il degrado e la perdita di fertilità del suolo, riportando la materia organica, per renderlo più resiliente e fertile e per contribuire alla decarbonizzazione dell’atmosfera attraverso l’assorbimento di CO2”.

E infatti secondo Legambiente il quadro del nostro Paese è preoccupante, con il 25% del suolo in condizioni di degrado. Il suolo e la sostanza organica sono infatti “risorse pregiate e limitate”, da tutelare, e da usare in maniera efficiente. E infatti nell’Agenda 2030 dell’Onu sullo sviluppo sostenibile e nel Green deal dell’Unione europea sono indicate come priorità per esempio il ripristino della fertilità nei terreni agrari e la bonifica dei suoli contaminati.

Per i compostatori si potrebbe partire proprio “dalla valorizzazione del settore del biowaste, emblema dell’economia circolare: il rifiuto organico, che dalle cucine viene raccolto in modo differenziato, e che può trasformarsi in compost, fertilizzante naturale che può tornare alla terra e rivitalizzare il suolo, e in energia sotto forma di biogas”.

In base ai dati del Cic sono state prodotte oltre 2 milioni di tonnellate di compost nel 2018, che hanno contribuito a stoccare nel terreno 600mila tonnellate di sostanza organica e a risparmiare 3,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno rispetto all’avvio in discarica; in più hanno permesso di ottenere 312 milioni di Nm3 (Normal metro cubo) di biogas, corrispondenti a una produzione energetica di 624.000 MWh (Megawattora) e 100 milioni di Nm3 di biometano.

Diventa necessario allora – spiega il Cic – “riportare la sostanza organica nel suolo, con il duplice effetto di contribuire alla decarbonizzazione attraverso il sequestro di carbonio nel suolo rendendolo al contempo più resiliente e più fertile”. Per questo, da oltre un anno il Cic promuove insieme allo European compost Network la piattaforma ‘S.O.S. Soil’ (Save organics in soil) – ‘salva mantieni, conserva la sostanza organica del suolo’ – con l’obiettivo di far conoscere i benefici legati al mantenimento e all’incremento del tasso di sostanza organica nel suolo.

E il quadro del degrado del suolo è “preoccupante” in base ai rilevamenti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Un quarto del territorio italiano è in degrado, con il suolo in peggioramento. Al sud – spiega Legambiente – è la Sicilia (seguita da Puglia e Campania), la regione in condizioni maggiormente negative, soprattutto per il rischio di desertificazione.

Per Legambiente “la nuova strategia europea per contrastare il degrado del suolo deve mettere finalmente al centro delle politiche europee questa risorsa naturale non rinnovabile. Dobbiamo tenere presente che occorrono circa 500 anni per formare 2 centimetri di suolo fertile mentre in Europa ogni anno spariscono circa 44mila ettari di suolo per effetto dell’urbanizzazione”.

(di Tommaso Tetro/ANSA)