“Signor Presidente, me ne racconti un’ altra…”

Nicolás Maduro mostra in un video la molecola DR-10 "capace di annientare il coronavirus".
Nicolás Maduro mostra in un video la molecola DR-10 "capace di annientare il coronavirus".

CARACAS. – “Cuéntame una de vaqueros” (Raccontamene una di cow-boy), questa è l’espressione popolare che i venezolani usano quando ascoltano una storiella inverosimile o credono che si voglia prender gioco di loro. Lo dicono spesso e volentieri quando, tra amici, si commenta l’ultima sorprendente dichiarazione del presidente Nicolás Maduro. Le storie presidenziali vanno dalla favola dell’“uccellino di Chávez”, al serial degli “attentati”, dalla novella dei “missili” all’ultima trovata sul coronavirus. Il tutto accompagnato da strepitose “gaffe” di tutti i colori.

La fiala AntiCovid-19

La domenica 25 ottobre, i telespettatori si stupirono quando il presidente Maduro assicurò, senza grande schiamazzo, che scienziati venezuelani avevano scoperto una molecola, chiamata DR-10, capace di “neutralizzare” il coronavirus.

“Nel laboratorio, la molecola del DR-10, come è stata battezzata, è stata isolata totalmente. Poi è stata contrastata con il virus della Covd-19. Lo studio è durato sei mesi. Il risultato è stato la distruzione del virus Covid-19, senza che si verificassero reazioni tossiche che condizionino le molecole sane e possano creare effetti collaterali negativi. Venezuela ha scoperto un vaccino che annulla al 100 per cento il coronavirus”, ha esultato il presidente Maduro.

Il video di Maduro, con la fantastica notizia, è stato ripreso dal programma umoristico “Qué importa” di Imagen Televisión, facendone oggetto di ironia.

“Io non prenderei quella medicina. Non capitasse mai che diventi chavista e cominci a dire sciocchezze”, si schernisce uno dei “driver” del programma.

La molecola, ha spiegato poi la ministra di Scienza e Tecnologia, proviene da una pianta con proprietà medicinali utilizzata contra l’ebola e la epatite C, ed è stata provata con cellule infettate con virus SARS-CoV-2.

La “scoperta” é stata presentata due giorni dopo formalmente all’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) per essere certificata.

“Si procederà a preparare le alleanze internazionali per la produzione in massa di questa molecola. E contribuire così a scala mondiale alla cura del virus”, ha ribadito Maduro, senza preoccuparsi delle perplessità e dubbi espressi dalla comunità scientifica locale.

Maduro soffia la candela di compleanno

“É inappropriato dire che già la DR-10 ha dimostrato d’essere sicura e 100 per cento effettiva. Semplicemente quella informazione non esiste”, ha chiarito alla stampa José Esparza, virologo venezuelano e professore del Instituto de Viriología Humana della Facoltá di Medicina dell’Università di Maryland (USA).

Ma Maduro tira dritto e il 19 novembre si presenta nelle reti sociali insieme al governatore chavista Rafael Lacava.  È un video dai toni scherzosi,  mostra la fiala con la “medicina”.

“Dammi la molecola”, dice il capo di stato a Lacava, che gli consegna una scatolina bianca con la bandiera del Venezuela e la scritta DR-10.

“Questa molecola neutralizza ed elimina il coronavirus – assicura Maduro mentre estrae dalla scatolina una fiala con un liquido giallastro -. Molecola pura. Avanzando per il popolo del Venezuela e l’umanità, per la salute, contro il coronavirus, in modo fermo, rigoroso e disciplinato. I nostri complimenti a tutti gli scienziati venezuelani… che Dio vi benedica”, interviene il presidente Maduro senza dare ulteriori spiegazioni. Lacava, al suo lato, ride e fa smorfie. La gente non capisce se si tratta di uno scherzo.

La stessa perplessità aveva suscitato un annuncio precedente. Questa volta sulla “ozonoterapia rettale” contro la Covid-19, balzato agli onori della cronaca e diffuso attraverso le  reti sociali e i gruppi di WhatsApp.

“La ozonoterapia rettale è quello che consiglio. La ozonoterapia è effettiva e potente. La puoi prendere ozonizzando l’olio commestibile. Io lo prendo e mi ha curato la gastrite”, commentava.

“La ozonoterapia per il coronavirus… è impressionante il ricupero dei pazienti”, aggiungeva Maduro e rendeva noto di aver fondato il “Centro Nazionale Scientifico di Ozono in Venezuela”.

Missili, iguane e cecchini

Lo scorso 30 ottobre, il presidente Maduro denunciava un attacco con missile contra una raffineria del paese, dopo l’ennesimo incidente registrato in un impianto petrolifero.

“Ieri la raffineria di Amaury è stata attaccata con un arma potente; un arma lunga, potente. Stiamo indagando per determinare che tipo di arma sia… Volevano provocare una esplosione totale della raffineria. Hanno abbattuto una torre di acciaio con uno spessore superiore a quello di un carro armato” raccontava il capo dello Stato prima che il ministro Tarek El Aissami spiegasse la sua teoria:

“Presumiamo l’utilizzo di un missile a distanza; un missile possibilmente lanciato da un drone o da una imbarcazione”.

Un meme sulla partecipazione degli elettori nelle ultime elezioni legislative

Peccato che le foto postate sui social mostrino il buco nel serbatoio danneggiato da una detonazione avvenuta all’interno con conseguenze all’esterno. Nessun danno ai cavi elettrici attorno la foratura, come se il missile seguisse un percorso a zig zag per schivarli.

I continui guasti, esplosioni ed incendi nelle infrastrutture petrolifere (la stampa ne riporta 11 gravi dal 2012) sono stati attribuiti dalle autorità quasi sempre ad azioni di “sabotaggio”, “fulmini” e incidenti fortuiti.

Anche i continui blackout, guasti ed interruzioni che hanno interessato il sistema elettrico (80.700 interruzioni solo nel 2019 secondo organismi privati) sono attribuiti ad azioni di “sabotaggio”, “attacchi terroristi”, “attacchi elettrici e cibernetici “e interventi di franco tiratori”.  Ma non solo, anche ad iguane, topi, scoiattoli, serpenti e avvoltoi che morderebbero cavi causando guasti.

“Questi delinquenti hanno provocato un incendio. Sono così psicopatici gli esponenti dell’Opposizione che incendiano installazioni elettriche”, denunciava il ministro dell’Informazione Jorge Rodriguez il 28 marzo 2019, per giustificare un blackout in 18 dei 23 stati del paese.

Secondo il ministro, i cecchini avrebbero sparato alla centrale idroelettrica del Guri, da una distanza di 110-150 metri con fucili di alto calibro. Già prima nello stesso mese, il giorno 7 dello stesso mese, Rodriguez affermava che l’ennesimo blackout sarebbe stato il risultato di un attacco cibernetico al cuore della centrale del Guri. Due giorni dopo l’attacco cibernetico si verificava un “attacco elettromagnetico” e il giorno 11 un’altro “attacco” in una piccola centrale elettrica a Caracas. In totale, il ministro ha denunciato 250 attacchi negli ultimi anni.

“Menzogna fresca”

Le curiose spiegazioni di Maduro sul caos dei servizi pubblici e sulla crisi del paese hanno ispirato nel 2013 il cantante portoricano Willie Colón a comporre una canzone dedicata al capo di Stato titolata “Menzogna fresca”. Si fa beffa delle sue dichiarazioni e dei “colpevoli” dei problemi come “Juana la iguana”, il fenomeno meteo del “Niño” o i “sabotatori”.

Chissà cosa direbbe Willie Colón oggi – sette anni dopo- se avesse ascoltato Maduro dire pochi giorni fa:

“Subiamo 4.000 attacchi giornalieri al sistema elettrico”.

La lista di “attentati”, “cospirazioni”, “colpi di Stato” è lunga e noiosa. Dal suo arrivo al potere nel 2013 fino al 2019, colleziona circa 30 denunce di attentati e cospirazioni, accusando sempre o quasi, senza evidenze credibili, Stati Uniti, Colombia o la destra nazionale o di qualche altro paese.

All’ex presidente colombiano Alvaro Urbe lo ha accusato nel 2014 di un piano per, nella parole del presidente Maduro, “inocularmi un veleno che non mi ucciderebbe subito ma lentamente”.

Un meme sul famoso racconto della conversazione di Maduro con Chávez in forma di uccellino

Mentre il presidente attuale Ivan Duque è stato imputato di inviare migranti venezolani infettati di coronavirus. “Bioterrorismo” contro il governo.

“Questa è l’ordine che dato da Iván Duque in un riunione infausta con lo scopo di contaminare di coronavirus il Venezuela”.

Le cospirazioni e piani destabilizzanti “debellati” da Maduro ricevono nomi molto suggestivi: Colpo Azzurro (2014), Operazione Nericò (2015), Operazione Fénix (2018), Operazione Incudine-martello, Operazione Armagedón (2018), e l’ultima Operazione Gedeón (2020) su un confuso tentativo di invasione portato avanti da una dozzina di paramilitari su un piccolo motoscafo.

Questa lunga collana di segnalazioni e accuse hanno portato all’arresto di centinaia di  civili e militari, di cui 370 son ancora prigionieri

La politica della bugia e l’uccellino

Le bugie nella politica, si sa, sono una pratica universale da tempi immemorabili.

“L’uso della menzogna non è una strategia nuova. Nella politica mondiale si usa la menzogna e l’inganno. Anche in Venezuela non è una novità. Ci sono molti studi sulla strategia del governo con la ripetizione di idee prefabbricate in laboratori di comunicazione che cercano di disegnare una realtà distinta all’attuale -afferma la psicologa clinica Yorelis Acosta -. L’uso dell’inganno nel paese è aumentato. Si è trasformato politica di Stato, rivolta soprattutto ai settori popolari che sono stati i grandi protagonisti dei sussidi, bonus, oboli e donativi del governo. Lo scopo – analizza Acosta -, mantenere un rapporto con quel pubblico e cercare di creare divisioni, frammentazioni e sfiducia nelle possibilità di un cambio”,

La menzogna portata a categoria di politica di Stato è stata denunciata e analizzata in articoli e saggi da noti giureconsulti come Allan Brewer Carias o il direttore della Ong sui diritti umani Provea, Marino Alvarado. In questi studi sono contemplati i dati ufficiali sull’inflazione, produzione, malattie, partecipazione e risultati  elettorali, proteste, repressione, servizi pubblici.

O l’esistenza di reti sociali per non essere “spiato” dagli Stati Uniti, promosse nella piattaforma web “Patria”, come alternativa a Facebook (“Nido”) WhatsApp (Colibrì”), Twitter (“Cardenalito”), Dropbox (“Golondrinas”), TweetDeck (“Cóndor”) e Google Alert (“Mochuelo”), mai viste ne sentite.

Sicuramente, il racconto più sconvolgente che ha posto un segno distintivo all’operato di Maduro, e lo ha reso famoso a livello internazionale, è la storia della sua conversazione-apparizione con il defunto Hugo Chávez incarnato in un uccellino.

In piena campagna elettorale, era l’aprile 2013, il presidente e candidato ha affermato che Chávez gli è apparso sotto forma di un “uccellino piccolino”. Gli dava la benedizione per l’inizio della  campagna.

“É entrato un uccellino ed ho sentito lo spirito di Chávez. L’ho sentito lì come dandoci la benedizione e dicendoci: ‘oggi comincia la battaglia, andate incontro alla vittoria´. L’ho sentito nell profondo della mia anima”.

L’episodio divenne subito oggetto di affermazioni ironiche e parodie. di Maduro dentro e fuori dal paese. Impassibile, Maduro si difendeva commentando che si tratta della sua “spiritualità” e sensibilità.

“É qualcosa che mi è accaduto, sì, mi è accaduto”.

Ed insisteva sull’argomento sei mesi dopo, quando assicurava di vedere il volto di Chávez scolpito in un tunnel in costruzione della metropolitana :

“Chi c’è in quel volto? Uno sguardo, è lo sguardo della patria che sta da tutte le parti, in fenomeni che non hanno spiegazione. Così come appare, sparisce, rendetevi conto che Chávez sta da tutte le parti, tutti siamo Chávez”.

Un anno dopo giurava di aver parlato di nuovo con l’uccellino di Chávez:

“Voglio confessarvi che oggi mi si è avvicinato un uccellino. Mi si è avvicinato un’altra volta e mi ha detto che il comandante (Chávez) era felice e pieno d’amore…  della volontà del suo popolo… deve essere orgoglioso”, ribadiva nella celebrazione di quello che sarebbe stato il suo 60esimo compleanno.

Maduro: “Mi tolgo il casco, mi si sta sciogliendo il poco cervello che mi resta”

Capitolo a parte meritano le “gaffe”, le cantonate e le “papere” prese da Maduro. Lo hanno trasformato in un personaggio peculiare. Fra i tanti errori e “gaffe” ci sono alcune sue dichiarazioni sui “cinque punti cardinali”, sulle “35 ore al giorno”, su “coltivare polli”, sulla “guerra fredda dell’anno 1715”, sul “cane pastore siberiano”  o le affermazioni secondo le quali “Cristo moltiplicò i peni e i pesci”, “Portogallo e Venezuela sono nello stesso continente” o “Simón Bolívar rimase orfano di sposa”.

Il suo inglese pronunciato male per essere divertente, l’uso del genere femminile per tutte le parole come “libri e libre”, “milioni e milione”, “laureati e laureate”, confondere bandiere e paesi rendono ancora di più comico il “personaggio”.

“La dieta Maduro ti fa diventate duro… senza bisogno di Viagra”, “É troppa coincidenza che uccidano qualcuno ed il giorno dopo sia morto”, “Quest’anno è morta molta gente che prima non era morta”, “gli stranieri che ci attaccano sono di altri paese”, “a volte chiudo gli occhi e non vedo”, sono altre frasi famose di Maduro.

Ci sono poi le “figuracce” di Maduro quando legge in diretta tv messaggi che lo insultano, o quando un video mostra che saluta un terreno vuoto che appare miracolosamente pieno di gente nella versione trasmessa per televisione o quando la tv lo riprende – a sua insaputa – mentre tira fuori una “empanada” dalla scrivania e la mangia durante una trasmissione in diretta. L’ultima scena buffa lo mostra lo scorso 24 novembre festeggiando il suo compleanno nella casa di governo mentre soffia la candelina con la mascherina addosso senza, ovviamente, riuscire a spegnerla.

Insomma, sono tanti gli episodi che alcuni dubitano che non siano commessi apposta per distrarre l’attenzione dai gravi problemi del paese.

“Appello alla mia intelligenza per fare cose insensate e così essere notizia a livello mondiale”, commentava lui stesso nel marzo 2015. Certo, tanti sbagli, cantonate e lapsus certamente non contribuiscono a dare credibilità ad un dirigente politico. In particolare, ad un capo di Stato.

Roberto Romanelli