Sos Wight, da isola felice a lazzaretto Covid

In Piccadilly Circus a Londra un schermo gigante sul Coronavirus.
In Piccadilly Circus a Londra uno schermo gigante sul Coronavirus. (Photo by Tolga Akmen / AFP)

LONDRA. – Da isola felice a lazzaretto, nel volgere di poche settimane. É allarme rosso negli ospedali dell’isola di Wight, a sud dell’Inghilterra, dove i casi si stanno moltiplicando in percentuale “astronomica” secondo quanto rivelato da fonti mediche al Guardian.

E dove i reparti ospedalieri locali sono ormai saturi tanto da rendere indispensabile il soccorso degli elicotteri per il trasbordo d’urgenza dei pazienti in sovrappiù verso gli ospedali, pure affannati, della mainland britannica.

L’incremento di contagi sulla piccola isola – poco più di 140.000 abitanti in tutto, mediamente benestanti – è schizzato all’improvviso fino a 74 volte il periodo prenatalizio: quando Wight, buen retiro caro a suo tempo alla regina Vittoria e simbolo alla fine dei ruggenti anni ’60 dalle atmosfere hippy di una breve stagione di festival rock che trovò il suo inno in una canzone (Wight is Wight) ripresa anche da una popolare cover italiana,  era ai livelli più bassi di esposizione alla pandemia nell’intero Paese.

Fra i pochissimi territori dell’Inghilterra (meno dell’1% del totale) lasciato per tutto dicembre in zona gialla dal governo di Boris Johnson: un’allerta con restrizioni relativamente limitate, che pare abbia indotto i residenti ad abbassare diffusamente la guardia durante le celebrazioni di Natale e fine anno, tra riunioni familiari e assembramenti collettivi oltre ogni precauzione.

Stando ai medici e ad altre fonti citate dal Guardian, questi comportamenti hanno presentato il conto a strettissimo giro di posta. E sono indicati tra i fattori del boom di contagi attuale, alimentato anche dalla “variante inglese” più virulenta del Covid, con un totale di 1871 infezione censite solo tra Capodanno e il 10 gennaio (prima e dopo l’introduzione del terzo lockdown nazionale): vale a dire il 43% della somma di malati registrata su questo isolotto separato da inizio pandemia.

Da qui, l’esaurimento dei non moltissimi posti letto disponibili, almeno per i pazienti più gravi. E l’avvio ora d’una sorta di ponte aereo d’emergenza per il trasferimento dal paradiso perduto delle ultime persone contagiate.