Faro Ue su Alitalia, Bruxelles chiede chiarimenti

Aerei Alitalia fermi a Malpensa.
Aerei Alitalia fermi a Malpensa. (ANSA)

BRUXELLES.  – Si allungano i tempi per l’ok della Commissione europea all’operazione per la nascita della nuova Alitalia.

I tecnici della Dg Comp non hanno ancora gli elementi sufficienti per poter fare una valutazione, soprattutto dell’aspetto più importante, cioè se si tratta davvero di un rilancio in discontinuità con la precedente società, necesario per evitare una procedura per aiuti di Stato, visto che entrano in campo fondi pubblici.

Tutti i chiarimenti necessari, Bruxelles li ha elencati in una lettera al Governo – pubblicata oggi da Milano Finanza – alla quale ora attende una risposta punto per punto. Una riunione a livello tecnico tra i funzionari della Dg Comp e quelli italiani è prevista già per questo venerdì.

La lettera, spiegano fonti europee, non deve allarmare perché fa parte della normale interlocuzione tra Italia e Bruxelles su quello che ormai è uno dei dossier italiani aperti in Europa da più tempo. In attesa c’è sempre, infatti, la decisione sui due prestiti ponte da 400 e 900 milioni di euro concessi dallo Stato ad Alitalia, su cui l’antitrust Ue ha aperto due indagini, una nel 2018 e una nel 2020, per possibili aiuti di Stato illegali dopo una serie di denunce presentate dai competitor.

La vicepresidente della Commissione e responsabile della concorrenza, Margrethe Vestager, di recente ha più volte annunciato che la decisione è “molto vicina”. Ma nel frattempo la cornice del caso Alitalia si complica sempre di più.

Nella lettera inviata al governo italiano, Bruxelles sottolinea “come già discusso diverse volte in passato”, che le condizioni per avere una vera discontinuità economica con la vecchia Alitalia passano per la vendita degli asset attraverso una gara trasparente, la cessione di slot su aeroporti “congestionati”, la vendita a terzi di handling e manutenzione, e una gara per la controllata Loyalty.

E chiede perché la gara aperta per la cessione degli asset non sia stata organizzata. Le domande successive sollecitano chiarimenti su come cambierà l’azionariato rispetto agli ultimi cinque anni, come cambia la strategia di Ita sulle rotte a lungo raggio, e come cambiano le stime di profittabilità di ogni rotta. Inoltre, la Ue esprime dubbi sulla strategia multi-hub.

Se ora tocca ai tecnici lavorare per entrare nel merito di ogni interrogativo, la Commissione oggi “in generale” ricorda che “la discontinuità economica” con la vecchia società viene analizzata “usando un set di criteri tra cui non soltanto l’ampiezza degli asset trasferiti ma anche il prezzo di trasferimento, l’identità dell’acquirente, la tempistica del trasferimento e la logica economica della transazione”.

In questa fase, “in assenza di elementi definitivi su questo aspetto, la Commissione non può prendere posizione sulla continuità economica”, ha fatto sapere un portavoce. Per Bruxelles non c’è una scadenza entro cui creare la new company, ma l’importante è assicurarsi che lavori bene e sia in netta discontinuità con il passato. Vestager stessa, qualche mese fa, aveva sottolineato che se c’è continuità nel business e si riscontra un aiuto di Stato illegale, deve essere restituito.

L’unico modo per far decadere quest’obbligo è che la vecchia compagnia non esista più e sia sostituita da “qualcosa di reale”.

(di Chiara De Felice/ANSA)