Da lunedì ripartono cartelle, sono 50 milioni

Cartelle esattoriali.
Cartelle esattoriali. (ANSA)

ROMA.  – Da lunedì prossimo, 18 gennaio, una pioggia di 50 milioni di atti e cartelle partiranno dall’amministrazione finanziaria verso i contribuenti. Quasi una per ogni italiano (ma qualcuno ha più di una “contestazione fiscale”). Lo confermano i sindacati di settore dopo un incontro con i rappresentanti dell’agenzia Entrate-Riscossione.  Per questo – annunciano – hanno potenziato la presenza negli uffici.

L’annuncio della ripresa della riscossione é di pochi giorni fa (dal primo gennaio), ma “operativamente” si inizierà lunedì prossimo. Il governo ha già annunciato di voler intervenire: una nuova rottamazione (si paga senza interessi e more) ma anche il “saldo e stralcio”: si paga e la cartella viene ”stralciata” riducendone drasticamente il numero.

Ancora, di fatto però, non si sa quale sarà il “veicolo” scelto dall’esecutivo. Si ipotizza il nuovo decreto Ristori di metà gennaio. Al netto di eventuali crisi di governo.

I sindacati di settore (Fabi, First, Fisac, Uilca), dopo l’incontro col “riscossore”, intanto scrivono: “L’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio, conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni”.

Solo pochi giorni fa era emerso che stavano per ripartire le richieste del fisco che erano state bloccate durante la prima emergenza Covid: appunto una “pioggia” di 50 milioni di atti che l’amministrazione avrebbe inviato ai contribuenti. 35 milioni tra atti di riscossione (cartelle, ipoteche, fermi amministrativi) sospesi nel 2020 ai quali si sarebbero aggiunti quelli di inizio 2021. 15 milioni gli accertamenti e le lettere di compliance. Ora è noto che da lunedì ripartiranno.

E mentre per il nuovo decreto Ristori si ipotizzano cartelle “diluite” (“Qualunque nuova rottamazione o forma di pace fiscale non puo’  prescindere dall’invio degli atti e delle cartelle”, ha precisato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini) l’opposizione attacca a testa bassa su un argomento molto “sentito”: una “gestione straordinaria” per “trattare le milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020”, annunciava il viceministro all’Economia Laura Castelli. Ma Matteo Salvini tagliava corto chiedendo: bloccate le cartelle.

Forza Italia intanto, per bocca di Mariastella Gelmini, puntualizzava: “l’invio delle cartelle andava bloccato giásettimane fa, con un decreto ad hoc”. Bisogna insomma “fermare questo assalto fiscale agli italiani”.

(Francesco Carbone/ANSA)