TikTok e social, come difendere i minori dalla rete

Logo della app 'TikTok' sullo schermo di un smartphone.
Logo della app 'TikTok' sullo schermo di un smartphone. EPA/HAYOUNG JEON

ROMA. – Le nuove frontiere dell’intrattenimento e delle relazioni personali attraverso l’utilizzo di siti e social network – da Instagram a TikTok – rappresentano ormai la quotidianità per gran parte di minori e adolescenti che popolano la rete attraverso i loro telefonini. Per questo la polizia Postale, anche in seguito ai recenti fatti di cronaca, ha deciso di pubblicare una sorta di vademecum rivolto in particolare ai genitori sull'”uso sicuro” del telefonino.

Il primo dei 17 punti sembrerebbe anche il più importante, e cioè “non lasciare soli i minori in un ambiente popolato da adulti come la Rete”. Gran parte delle raccomandazioni riguardano l’invito ai genitori a sensibilizzare i propri figli su comportamenti, linguaggi e conoscenza dello strumento che si ha a disposizione, cercando di non lasciare per troppe ore i ragazzi da soli su web e social.

“Dite ai bambini di non rispondere quando ricevono messaggi di tipo volgare”, per esempio, oppure “spiegate che può essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato”. Nel ‘decalogo’ c’è anche l’invito a spiegare ai minori di non emulare quello che vedono nei video e a non rivelare “la loro identità”.

“Spiegategli – raccomanda la Postale – che è importante per la loro sicurezza e per quella di tutta la famiglia”. Tra i consigli, invece, quello di utilizzare software per filtrare i siti consentiti per la consultazione o quello di impostare la cronologia in modo che “mantenga traccia per qualche giorno dei siti visitati”, in modo da poter controllare periodicamente il contenuto del telefonino.

Evitare poi di fornire ai minori il codice Puk, quello cioè che consente l’accesso allo smartphone anche se non si è in possesso del codice Pin per lo sblocco. “Insegnate ai vostri figli preadolescenti e adolescenti – si legge ancora – a non accettare mai di incontrarsi personalmente, magari di nascosto, con chi hanno conosciuto in Rete.

Spiegate come un telefonino o un computer collegato a internet sia per alcune persone male intenzionate il modo migliore per nascondere propositi criminali dietro bugie e false identità, a volte molto attraenti”.

E, ai ragazzi in età preadolescenziale, è bene spiegare che “la propria intimità sessuale non va condivisa sulla rete in nessun modo, in quanto la pubblicazione di foto e video a contenuto esplicitamente sessuale sul web crea soltanto disagio fino ad arrivare alle conseguenze più gravi con risvolti penali”. Infine l’ultima raccomandazione a scoraggiare i propri figli “dal diffondere foto o filmati fatti con il telefonino in community o messaggistica istantanea”.

“Una volta immesse in Rete – avvertono i poliziotti – foto e filmati possono continuare a essere diffusi senza controllo per lungo tempo”.

(di Domenico Palesse/ANSA)