Covid: gli Usa verso la soglia dei 500.000 morti, più di tre guerre

Si trasportano i morti per Covid nel Brooklyn Hospital Center, a New York
Si trasportano i morti per Covid nel Brooklyn Hospital Center, a New York. (Photo by Bryan R. Smith / AFP)

NEW YORK. – Gli Stati Uniti si avviano a superare il triste traguardo dei 500.000 morti per Covid. Un numero scioccante, superiore ai decessi americani totali sui campi di battaglia della prima e della Seconda Guerra mondiale e del conflitto in Vietnam.

“E’ un numero inverosimile ma reale. Questa è una pandemia devastante e storica, se ne parlerà per decenni”, afferma Anthony Fauci, il superesperto di malattie infettive e membro della squadra anti-Covid di Joe Biden. Nonostante il triste traguardo all’orizzonte ci sono però segnali di speranza: il numero di casi e ricoveri è crollato nelle ultime settimane rispetto ai picchi di novembre e dicembre.

E la campagna di vaccinazioni, seppur faticosamente e fra le polemiche, continua e sembra accelerare. Negli Stati Uniti vengono ormai somministrati circa 1,5 milioni di vaccini al giorno e l’obiettivo è arrivare a quota 2 milioni entro aprile. Negli ultimi giorni l’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla metà del paese ha causato ritardi nella distribuzione di 6 milioni di vaccini, ma il tempo perso – prevede Fauci – dovrebbe essere recuperato nei prossimi giorni.

Il superesperto non si sbilancia però su previsioni: “Un significativo ritorno alla normalità” ci potrebbe essere per la fine dell’anno ma si tratterà, ammette, di una normalità diversa da quella cui si era abituati. Osservando come i vaccini Pfizer e Moderna sembrano efficaci contro la cosiddetta variante inglese, Fauci invita a non abbassare la guardia e avverte: è possibile che l’uso delle mascherine sarà necessario anche nel 2022.

Nonostante i progressi le critiche alla campagna di vaccinazione in corso proseguono. Le polemiche sono sulla relativa lentezza e sulla scarsità dei vaccini e la questione delle discriminazioni razziali, con le vaccinazioni che procedono fra i bianchi, mentre vanno troppo a rilento fra gli afroamericani e le minoranze.

“Battere la pandemia deve essere la nostra priorità”, twitta Biden vedendo a portata di mano l’obiettivo dei 100 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca. Con 600 milioni di dosi ordinate, gli Usa – ripete da tempo Biden – dovrebbero avere abbastanza vaccini per inoculare entro luglio tutti gli americani, almeno tutti gli adulti.