Massimiliano Gracili, “Grazie e perdono” un documentario per non dimenticare

“Grazie e perdono: questo ci dovevano dire, ogni giorno.
Perché ci lasciarono soli.

 

ROMA – È la storia di un ristoratore, di un proprietario di una palestra, di un lavoratore dello spettacolo, ma è anche la storia di tutti noi, che ci siamo visti stravolgere la vita da una pandemia che non sembra, ancora, avere fine. Grazie e Perdono è il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Massimiliano Gracili, autore e regista proveniente dalla Maremma Toscana.

Il corto è ambientato nel 2050 e racconta la storia di tre imprenditori italiani di vari settori tra i più colpiti dalla crisi economica italiana nel 2020, e sopravvissuti agli effetti catastrofici della pandemia grazie alla loro enorme forza di volontà, ma dimenticati, completamente, dallo Stato Italiano.

Gracili ha avuto l’idea di sviluppare un cortometraggio sulla situazione attuale del covid19. È lui stesso a spiegarci il suo scopo:

 “Dopo un anno passato da ‘dimenticato’ avevo la necessità di esternare tutta una serie di emozioni, pensieri e paure. Ho pensato che, quelli come me – artisti, ristoratori, lavoratori dello spettacolo, per citarne alcuni – stessero creando una sorta di ‘resistenza’ al Covid, e che, per questo, meritassero un ringraziamento. Stando fermi e non lavorando – prosegue – contribuiamo a salvare delle vite, perché il virus ha meno probabilità di essere trasmesso. Quindi è come se fossimo, anche noi, una sorta di prima linea: il nostro grosso sacrificio è funzionale e serve a salvare la vita alle persone, sacrificando, però, la nostra. Da qui l’idea di strutturare un racconto come fosse un documentario di ex ‘resistenti’, che ad anni di distanza (cosi come un tempo si è fatto con i reduci di guerra), raccontano la loro esperienza. Ho sentito forte la necessità anche di rendere giustizia alle esperienze di tante persone travolte, e stravolte, da questa emergenza”.

“Grazie” e “Perdono”: sono queste, le due parole che compongono il titolo di questo documentario. Dal suono forte e deciso del grazie passiamo a quello, più leggero e delicato, del perdono. Due parole tanto diverse, quanto importanti e affini. Cerchiamo di capire come mai Gracili abbia scelto di utilizzare proprio queste due parole, per rappresentare il suo cortometraggio:

 “È semplicemente quello che vorrei mi fosse detto, o, anzi, ci fosse detto. Sono due parole talmente importanti, che rimane difficilissimo dirle con sincerità. Ma io le pretendo, perché quello che abbiamo fatto merita un ringraziamento, vero, profondo e sincero. E non solo, meritiamo anche delle scuse. Per continuare a credere, non solo nello stato, ma anche nella comunità e nella nostra società, abbiamo estremamente bisogno di superare la rabbia e la sofferenza generate da ciò che stiamo vivendo. Abbiamo bisogno di riconciliarci, di andare avanti chiudendo il prima possibile questa porta, passando dalla fase del perdono. Io ho bisogno di perdonare, perché non voglio vivere con la rabbia. Ma serve prima che qualcuno chieda il mio perdono. È un passaggio molto importante, che mi auguro non venga sottovalutato, ed è per questo che spero fortemente che ce lo chiedano, prima o poi”.

 Grazie e Perdono è un cortometraggio intenso, triste, ma, allo stesso tempo, vero e d’impatto. Ma qual è il messaggio che vuole trasmettere?

 “In realtà faccio fatica ad individuare un solo messaggio: è una storia che vorrei servisse a coloro che, nonostante tutto, si trovano a vivere nella loro “comfort zone”, perché possano capire cosa stanno vivendo molte persone, intorno, e vicine a loro. Vorrei potesse servire anche ai tanti che si trovano in difficoltà, per farli sentire meno soli e abbandonati. E vorrei fosse visto da chi prende le decisioni, da chi ci governa. Perché non credo si rendano realmente conto di quello che stanno vivendo in tante, troppe famiglie”.

 La situazione che stiamo vivendo è stata, ed ancora sarà, dura per molti: artisti, ristoratori, tutto il settore del turismo e chi dello sport fa una vera e propria professione. Gracili vuole che il suo messaggio arrivi forte e chiaro:

 Spero che ci si ricordi anche in futuro cosa hanno fatto e passato in tanti. Vorrei che ce lo ricordassimo e che ne tenessimo conto. Quando tutto finirà, perché prima o poi finirà, mi auguro che non ci limiteremo a voltare in fretta pagina, resettando tutto. Abbiamo la possibilità di migliorare il futuro partendo anche dagli errori commessi prima e durante la pandemia. Se tutto quello che stiamo vivendo servirà a cambiare in meglio, allora, non sarà stato vano”.

 Intenso, vero e profondo; che oltre a far riflettere, il documentario fa, soprattutto, emozionare: questo è “Grazie e Perdono”. Con la speranza che venga guardato, ascoltato e apprezzato da tutti noi italiani, riportiamo il link per il cortometraggio completo – Grazie e Perdono

Federica Petrilli