Settimana Santa e Covid, restrizioni alla mobilità per evitare la “quarta ondata”

MADRID – È polemica. Gli spagnoli si chiedono perché nella Settimana Santa è loro proibito uscire dalla regione di residenza mentre ai turisti stranieri è permesso muoversi in piena libertà per tutta la Spagna. È considerata una limitazione odiosa e discriminante, anche se decisa per arginare la diffusione dei contagi che torna a crescere.

La “Comunidad de Madrid”, la cui presidentessa Isabel Díaz Ayuso ha sempre assunto una posizione assai critica e polemica nei confronti delle restrizioni decise dal Governo e dai colleghi delle altre “Comunidades Autónomas”, è oggi quella in cui la diffusione del virus cresce con maggior velocità. Giovedì i contagi registrati erano stati mille 864, con un ritmo di circa 20 decessi al giorno.

Il “turismo de borrachera” comune in questi giorni a Madrid

I provvedimenti assai più flessibili applicati nella “Comunidad de Madrid”, in cui Díaz Ayuso preferisce privilegiare l’aspetto economico anziché quello sanitario, hanno incoraggiato il “turismo de borrachera” (turismo di ubriachezza). Il risultato è: locali e ristoranti pieni fino a tarda sera, e il proliferare di feste notturne, in barba al coprifuoco e senza il benché minimo rispetto alle più elementari norme anti-covid.

Oggi, alle ore 24, entrano in vigore in Spagna le restrizioni comuni stabilite dal Governo per la Settimana Santa. Sono provvedimenti di obbligatoria applicazione anche se, comunque, lasciano alle regioni sufficiente autonomia per renderle più o meno severe. I provvedimenti saranno validi fino al 9 aprile.

Le misure adottate dal Governo, d’accordo con le autonomie locali, prevedono la proibizione degli spostamenti non giustificati tra regioni, il coprifuoco notturno dalle 23 alle 6 e la proibizione delle riunioni in spazi chiusi privati tra non conviventi. Inoltre, nei locali pubblici, il limite di riunione all’aperto sarà di 6 persone e di 4 al chiuso. Come già detto, le regione possono adottare ulteriori misure che considerano pertinenti. Ad esempio, molte hanno già stabilito il coprifuoco a partire dalle 22.

Nel caso delle isole, Baleari e Canarie, sono previste alcune eccezioni. Ma ciò è dovuto alla peculiarità dei loro territori.

Intanto in Spagna già si parla di una quarta ondata di contagi. Si teme che possa ripetersi l’errore commesso in passato. Come si ricorderà, lo scorso anno si decise che l’obiettivo era salvare il Natale, periodo nel corso del quale si resero meno rigidi i provvedimenti. Il risultato fu che, dopo le festività, la curva della diffusione del virus ebbe un’impennata preoccupante, crebbe il numero dei decessi e si decise una nuova stretta su riunioni, feste e viaggi.

– Credo che, dopo la terza ondata di contagi di covid, nella quale l’impegno collettivo era stato quello di cercare di salvare il Natale, ci siamo resi conto che fu un errore – ha detto senza mezzi termini la ministra della Sanità, la socialista Carolina Darias, nella commissione sanitaria della Camera dei Deputati.

Darias, nel periodo natalizio, era titolare delle Politiche Territoriali. Responsabile della Sanità era il suo compagno di partito Salvador Illa. La ministra ha ricordato che per la Settimana Santa, la Spagna è stata “tra i primi in Europa” a decidere restrizioni, quando “la curva dei contagi era in discesa”.

Principali provvedimenti in occasione della Settimana Santa:

– Limiti alla possibilità di spostamenti con la chiusura perimetrale delle regioni.

– Proibizione di circolazione, se non per le emergenze, dalle ore 23:00 alle ore 6:00.

– Proibizione di riunioni in spazi chiusi privati tra non conviventi.

– È permesso nei locali pubblici riunioni tra un massimo di 6 persone all’aperto e di quattro all’interno. Qualora dovesse prosperare la proposta del governo, in quelle regioni in cui fosse superata l’incidenza di 150 contagi ogni 100mila abitanti, i locali solo potranno offrire servizio all’aperto. Il provvedimento colpirebbe in particolare le “Comunidades” di Madrid, di “Cataluña”, del “País Vasco”, di Navarra, di Asturias e di “Ceuta y Melilla”.

Le autorità locali, qualora lo ritenessero opportuno, possono applicare provvedimenti più o meno restrittivi.

Redazione Madrid