Reinfettarsi dopo il vaccino, negli Usa lo 0,01%

Persone con mascherina in una via di Milano.
Persone con mascherina in una via di Milano. (ANSA)

ROMA. – Anche nel ‘mondo reale’, dopo gli ottimi risultati ottenuti nei test, i vaccini anti Covid dimostrano una grande efficacia. Dopo decine di milioni di dosi inoculate in Usa e Israele, i paesi più avanti nella campagna, le persone infettate dopo l’immunizzazione sono molto poche, stando ai primi report.

Negli Usa, affermano alla Cnn gli esperti del Cdc sono appena 5800 le infezioni da Covid-19 segnalate in persone che avevano già concluso l’iter della vaccinazione, su oltre 77 milioni di vaccinati, cifre che corrispondono ad un tasso inferiore allo 0,01%. Tra queste persone il 7%, spiega l’ente americano, corrispondente a 396 persone, ha avuto la malattia in forma grave, che ha richiesto il ricovero, e 74 persone sono morte.

“Fino a questo momento – scrivono gli esperti del Cdc -, non sono stati identificati andamenti inaspettati dal punto di vista demografico o delle caratteristiche del vaccino. Queste infezioni sono state riportate tra tutti i gruppi di tutte le età che avevano diritto alla vaccinazione. Poco più del 40% si sono verificate in persone sopra i 60 anni, e il 65% in donne”.

Studi sono in corso, aggiunge l’ente, per capire in che percentuale questi casi sono dovuti a un cosiddetto ‘fallimento vaccinale’, dovuto al fatto che l’efficacia dei vaccini non è del 100% ma intorno al 90%, o alle varianti, alcune delle quali sembrano diminuire questa efficacia. Numeri simili, riporta il virologo Roberto Burioni su Twitter, vengono dall’esperienza di Israele.

“I vaccini a mRNA – scrive – funzionano incredibilmente bene. In Israele solo lo 0,8% dei casi si è verificato in persone che avevano completato il ciclo di vaccinazione. Peccato essere indietro”. Questi dati si riferiscono prevalentemente ai vaccini Pfizer e Moderna, usati fin dall’inizio in Usa e Israele, mentre solo negli Usa c’è una quota piuttosto recente di Johnson and Johnson. Un’efficacia così grande, afferma sempre Burioni, giustificherebbe un ritorno alla vita ‘normale’ da parte dei vaccinati.

“Chi ha completato un ciclo di vaccinazioni con mRNA ha dal punto di vista medico una protezione tale che gli consentirebbe, con le dovute precauzioni, di riprendere una vita tutto sommato normale. Consentire ai vaccinati di spendere in queste attività allevierebbe la tragedia economica in corso; ma ovviamente sarebbe profondamente ingiusto nei confronti di chi non si è potuto ancora vaccinare. Per questo deve decidere la politica”.