“Comunidad de Madrid”, la sfida elettorale tra Psoe e PP

I candidati in lizza per la presidenza della "Comunidad de Madrid"

MADRID – Dopo lo scioglimento del Parlamento regionale, l’annuncio di elezioni anticipate, lo shock iniziale e l’immediata pre-campagna elettorale, è cominciato ufficialmente lo sprint finale per la conquista della “joya de la Corona”: il governo della “Comunidad de Madrid”.

Favorita, in questa corsa, senz’altro la formazione di Pablo Casado, il Partito Popolare. La sua candidata, Isabel Díaz Ayuso non pare avere concorrenti. E se, come segnalano tutti i sondaggi, Vox, il partito di estrema destra che presenta come capolista Rocío Monasterio, dovesse superare la soglia del 5 per cento, la destra governerà la “Comunidad” come d’altronde fa da oltre un quarto di secolo. Da quando cioè il Presidente socialista Joaquín Leguina, nel 1995, fu “detronizzato” da Alberto Ruiz Gallardón. Da allora sono subentrati al potere, Esperanza Aguirre, Ignacio González, Cristina Cifuentes, Angel Garrido, Pedro Rollán e Isabél Díaz Ayuso.

Sorpasso “quasi” impossibile per la sinistra. Stando ai sondaggi, l’ipotetica alleanza tra Psoe, Más Madrid e Podemos non raccoglierebbe i voti sufficienti per strappare il Governo regionale al Partito Popolare. Infatti, i voti di Más Madrid, in crescita, e Podemos,  in fase di stagnazione dopo l’”effetto Iglesias”, non riuscirebbero a compensare la flessione del Psoe e il “gap” iniziale.

Pare destinato a scomparire dalla scena politica regionale il partito Ciudadanos, vittima dell’Opa ostile lanciata dal Partito Popolare e dal richiamo al “voto utile”.

Isabel Díaz Ayuso, anche quando era ancora presidente della “Comunidad de Madrid”, ha impostato il suo discorso sul confronto con il presidente del Governo, Pedro Sánchez. Più che a presentare i risultati del suo governo, che stando agli esperti in materia sarebbero ben pochi, la sua campagna elettorale si basa su slogan efficaci e sullo scontro diretto con il presidente Sánchez. Altro cavallo di battaglia è l’apertura ad oltranza di bar, ristoranti e “tapas”, nonostante le cifre della pandemia consiglierebbero giusto il contrario. In una regione che vive del turismo, del commercio e, soprattutto, della ristorazione ciò gli ha permesso di accattivarsi le simpatie dei settori più colpiti dai provvedimenti presi dal primo Governo di coalizione (Psoe-Podemos).

Meno demagogia e più proposte

A differenza di Díaz Ayuso, il candidato del Psoe, Ángel Gabilondo, ha preferito un linguaggio più pacato, razionale e sereno. Persona di una profonda cultura e autorevole cattedratico, Gabilondo privilegia il discorso propositivo allo slogan d’impatto.

Dal canto suo, le proposte di Más Madrid, rappresentato dalla giovane Monica García, sono orientate ad una svolta ecologica, a limare le enormi differenze sociali, a favorire gli strati più umili della popolazione, ad aiutare le attività commerciali ma soprattutto, non si poteva attendere altro da una medico anestesista, a privilegiare la vita dei cittadini sugli interessi economici. Quello di García è un discorso diretto a raccogliere un voto trasversale. Più radicale, infine, l’atteggiamento di Podemos, che riflette la personalità del suo candidato, l’ex vicepresidente del Governo Pablo Iglesias.

La campagna elettorale dei movimenti progressisti che si oppongono ad un secondo governo di Díaz Ayuso, quindi, evita proposte demagogiche e populiste. Psoe, Más Madrid e Podemos, stando agli analisti, sono più propositivi e, forse proprio per questo, il loro messaggio ha una minore capacità di penetrazione. E, addirittura,  appare meno attrattivo a coloro che rischiano di dover calare definitivamente la saracinesca.

Stando all’Ine, gli aventi diritto al voto sono 5milioni, 112mila 658 elettori. Di questi, 4milioni 783mila 528 sono residenti nella regione. 329mila 130 sono residenti all’estero pur avendo come municipio d’iscrizione la Comunità di Madrid. Il grosso degli elettori all’estero risiede in America Latina: circa 248mila. Il Venezuela, con 11mila 180 elettori sarebbe il quinto paese latinoamericano in ordine di importanza, dopo Messico, Argentina, Ecuador e Cile.

Redazione Madrid