Covid: variante indiana, in Veneto dopo festa indù nel Gange

India, bagno nel Gange focolaio della variante indiana del coronavirus
India, bagno nel Gange focolaio della variante indiana del coronavirus. (ANSA)

VENEZIA. – Arriva anche in Italia l’onda lunga del Kumbh Mela, la festa induista che ha causato in questi giorni migliaia di vittime in India. Avevano infatti partecipato alla celebrazione religiosa nel Gange i due indiani, padre e figlia, risultati positivi in Veneto all’ultima variante del Covid. A confermarlo è Ruggero Gonzo, sindaco di Villaverla, la cittadina vicentina in cui risiede la famiglia.

Le maglie delle verifiche sanitarie, strette in tutta Italia dopo l’ultima ordinanza firmata de giorni fa dal ministro Roberto Speranza che vieta l’ingresso a chi negli ultimi 14 giorni è stato nel Paese asiatico, insieme al comportamento responsabile della famiglia risultata positiva, hanno permesso di tenere sotto controllo la situazione

L’uomo contagiato fa il meccanico e da da molti anni l’Italia è diventata la sua seconda patria, come per altre undici famiglie del paese. I due sono rientrati dall’India il 7 aprile atterrando all’aeroporto di Bergamo e da lì hanno preso un taxi per tornare a casa.

“Poi diligentemente hanno segnalato la cosa al sito dell’Ulss 7 chiedendo di fare il tampone – racconta Gonzo -. Lo hanno fatto il 14 aprile: il padre e la figlia sono stati trovati positivi alla variante indiana mentre per la madre, asintomatica, si stanno ultimando gli accertamenti, Stanno tutti bene”.

Tutti e tre sono a casa in quarantena. “C’è un collegamento diretto con l’India – conferma Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezia che ha sequenziato il tampone – il che vuol dire che non è un’infezione autoctona ma che viene da qualcuno che rientra da quei Paesi”.

La buona notizia, spiega, è che la variante è stata identificata subito. “In Veneto, come in tutta Italia, siamo partiti con i sequenziamenti, e siamo uno dei Paesi che sequenzia di più al mondo – sottolinea Ricci – . Da inizio epidemia ne abbiamo depositato più di 20 mila”.

A preoccupare è l’alta contagiosità della variante. “Ci ha impressionato che fossero partiti per l’India con un tampone negativo – conferma il sindaco – e siano tornati infettati dalla variante che ha contagiato mi raccontano mille persone in sole 24 ore”.

Gonzo ha voluto anche tranquillizzare i concittadini sulla fatto che la situazione a Villaverla sia sotto controllo scrivendo un messaggio nella pagina web del Comune. “Per fortuna il cittadino indiano ha seguito le nostre regole sanitarie – puntualizza – e questo ci fa stare sereni sul fatto che la pandemia non si diffonderà”.

E’ stata smentita, invece, la notizia che era circolata sulla presenza di altre due persone infettate nel veneziano dalla medesima variante. Per Ricci i due presunti casi sono ancora in fase di valutazione: “abbiamo trovato una mutazione sicura – precisa – ma le altre non sono state caratterizzate, siamo in attesa dell’esito completo. Il link epidemiologico è comunque non europeo, e sono casi di importazione da un Paese estero. Anche in questo caso tutte le misure di quarantena sono state prese”.

Sotto stretto monitoraggio in queste ore è in particolare tutta la comunità sikh, che ha nel Lazio, in Emilia Romagna e nello stesso Veneto ha una nutrita rappresentanza. “Stiamo continuando nella sorveglianza attiva e con gli esami dei tamponi, ma al momento zero casi variante indiana” sottolinea il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma Francesco Vaia, annunciando oggi che i tamponi finora fatti sulla comunità Sikh della provincia di Latina “sono tutti negativi alla variante indiana”.

(di Rosanna Codino/ANSA)