Incubo variante indiana, 23 positivi sul volo da Delhi

Personale sanitario disinfetta il bagaglio del volo proveniente da New Delhi a Fiumicino.
Personale sanitario disinfetta il bagaglio del volo proveniente da New Delhi a Fiumicino. (Frame video ANSA)

ROMA. – L’Italia è in massima allerta per la variante indiana del Covid-19. Dopo aver vietato gli ingressi da India e Bangladesh, il ministro della Salute Roberto Speranza ha esteso la misura anche allo Sri Lanka. A Fiumicino i controlli proseguono serrati e nell’ultimo volo proveniente da New Delhi 23 persone sono risultate positive, tra cui 2 membri dell’equipaggio. Forse contagiate dalla temibile mutazione che sta mettendo in ginocchio il gigante asiatico con numeri record di morti e contagi.

I collegamenti tra Italia e India non sono stati sospesi, ma è stata rafforzata la vigilanza per arginare quest’ultima variante scoperta, potenzialmente più trasmissibile. Così è stato vietato l’ingresso nel Paese a chi stato in India negli ultimi 14 giorni, mentre per le decine di residenti rientrati negli ultimi giorni a Fiumicino è scattata la quarantena mpreventiva nei Covid Hotel.

L’ultimo volo arrivato dalla mcapitale indiana, però, ha fatto scattare l’allarme. Dopo l’atterraggio mercoledì sera alle 21.15 sono state attivate le operazioni di screening sulle 213 persone a bordo, andate avanti fino a tarda notte.

Con il risultato che in 23 sono risultati positivi ai tamponi, tra cui 2 membri dell’equipaggio: il 9% mdelle persone a bordo, ha riferito la Regione Lazio, mspecificando che ora si attendono “i risultati del msequenziamento per la ricerca delle varianti da parte mdell’Istituto Spallanzani”. Mentre tutti e 23 i positivi ed i loro contatti stretti sono stati isolati in apposite strutture.

Preoccupa, tra le altre cose, la possibilità che tra loro ci siano alcuni soggetti cosiddetti “super diffusori”, ossia in grado di trasmettere l’infezione ad un numero significativamente più alto di persone. Tra l’altro, non sono stati ancora rintracciati gli indiani arrivati in Italia a centinaia prima dell’ordinanza restrittiva di Speranza.

Frenare una potenziale diffusione della variante indiana è vitale, tanto che il governo ha prorogato di 15 giorni anche le misure di contenimento per gli arrivi dai Paesi europei. Il rischio che si vuole scongiurare a Roma è di ritrovarsi esposti alla recrudescenza della pandemia proprio nel momento in cui le misure anti-Covid sono state allentate. L’Oms, da questo punto di vista, ha invitato tutta l’Europa all’estrema cautela.

Allargare le maglie troppo presto, insieme al fatto che il numero dei vaccinati è ancora basso, può portare ad “una tempesta perfetta in qualsiasi Paese. Come sta accadendo in India”, ha rilevato il responsabile regionale dell’organismo Onu Hans Kluge. Secondo cui la via per la normalità è possibile soltanto con una “combinazione di vaccini e forti misure di salute pubblica”.

Quello che accade in India è sotto gli occhi di tutto il mondo da settimane. Nel Paese che a marzo annunciava la fine dell’emergenza si contano centinaia di migliaia di contagi ogni giorno. Nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati quasi 380 mila, con oltre 3.600 morti, l’ennesimo record.

A causa dell’aggressiva variante del virus, ma anche per il mancato mrispetto delle restrizioni e per la consuetudine ai raduni numerosi, familiari e sociali. La situazione è talmente grave mche sempre più Paesi, oltre all’Italia, stanno imponendo dei divieti agli arrivi dal subcontinente. Mentre l’ambasciata americana ha invitato i connazionali ad andarsene il prima mpossibile, avvertendo che l’accesso alle cure mediche è “sempre più limitato”.

Ospedali senza ossigeno per le terapie intensive, roghi nelle strada per bruciare i corpi, caos nella campagna vaccinale per mancanza di dosi: il dramma dell’India è alla constante attenzione dei media, ed è cresciuta la mobilitazione internazionale per inviare forniture mediche. Anche l’Onu ha offerto assistenza materiale e logistica.

In questo caso, tuttavia, New Delhi ha risposto con un rifiuto che appare incomprensibile: “Abbiamo un sistema ragionevolmente robusto per affrontare questo problema”, avrebbero assicurato gli indiani.

(di Luca Mirone/ANSA).