Pnrr a Bruxelles, Draghi prepara road map riforme e dl Imprese

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rende le Comunicazioni in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rende le Comunicazioni in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. (Ufficio Stampa e Comunicazione Palazzo Chigi)

ROMA. – Ci sono un “forte appello all’unità” e un messaggio di “fiducia nel futuro”, nelle parole di Sergio Mattarella all’indomani dell’invio a Bruxelles del Piano di ripresa e resilienza dell’Italia. Il presidente della Repubblica, in occasione del primo maggio, pone l’accento sull’occupazione come volano di crescita.

“Sarà il lavoro a portare il Paese fuori da questa emergenza”, assicura. Purché non si resti “inerti” e “non si sprechi l’occasione di compiere tutti insieme un passo in avanti”. Quell’occasione sono le riforme e i progetti da 191,5 miliardi del Recovery plan che con le risorse europee e nazionali aggiuntive arrivano a un totale di 248 miliardi.

Ursula Von Der Leyen dichiara di aver ufficialmente ricevuto il piano italiano, inviato il 30 aprile a Bruxelles, la mattina del primo maggio: “Comprende riforme e investimenti per la transizione digitale e verde, innovazione, competitività, cultura, istruzione, coesione e salute”, dichiara la presidente.

Ora la Commissione Ue avrà due mesi per l’esame e il 18 giugno è previsto il primo giudizio dell’Ecofin, che potrebbe dare all’Italia accesso a un anticipo dei fondi, fino a 25 miliardi, forse già a luglio. Da lì partirebbero quegli investimenti che, come rimarca il capo dello Stato, possono avere impatto sull’occupazione, a partire da quella dei giovani (“Nuove generazioni di costruttori”) e delle donne (“Ancora fragile”).

Per il premier Mario Draghi il lavoro per la “messa a terra” del Pnrr inizia subito, in parallelo alle misure che accompagneranno il Paese in quello che Mattarella definisce un periodo di “riconquista” delle libertà dopo le restrizioni, da affrontare senza assumere rischi di “ulteriori prezzi da pagare con la vita”.

Il premier la scorsa settimana, ottenuto il via libera delle Camere, ha rispettato l’impegno di consegnare il Recovery plan entro la scadenza. E ha visto registrare il traguardo delle 500mila vaccinazioni al giorno, a dare il senso di un’accelerazione nella messa in sicurezza delle persone fragili.

Il mese di maggio dovrebbe dunque segnare per il premier una nuova fase, con l’avvio della stagione delle riforme, a partire da tre decreti legati al Pnrr, sulla governance del Recovery (tema spinoso, su cui è massima l’attenzione dei partiti), sulle semplificazioni e sulle assunzioni nella Pubblica amministrazione.

Poi entro l’estate sarà la volta di interventi impegnativi come quello sulla concorrenza, sulla giustizia e sul fisco, tanto che in maggioranza c’è già chi ipotizza che, su alcuni punti politicamente spinosi, possa procedersi anche con votazioni a “geometrie variabili”, senza il sì di tutti i partiti. Draghi procede uno step alla volta, consapevole che il Paese ha bisogno di guardare avanti, con sempre maggiore fiducia.

“Abbiamo tanto da fare a maggio…”, ha osservato in Parlamento. Non c’è solo l’atteso varo dei decreti legati al Pnrr. Intorno alla metà del mese dovrebbero essere valutate – con massima cautela e attenzione alla curva dei contagi – nuove progressive riaperture.

E nell’immediato, tra giovedì e venerdì di questa settimana, dovrebbe essere convocato il Consiglio dei ministri sul decreto Imprese (o Sostegni bis), un nuovo pacchetto di aiuti da circa 38 miliardi (sui 40 dell’ultimo scostamento di bilancio), con 22 miliardi per risarcire le imprese di due mesi di chiusure, e interventi come la garanzia dello Stato sui mutui per i giovani, per evitare che diano l’anticipo nell’acquisto della prima casa.

Con il decreto Imprese dovrebbe arrivare la proroga di un mese dello stop all’invio delle cartelle esattoriali, per poi impostare una graduale ripresa, con criteri su cui la discussione è aperta tra i partiti (la Lega avrebbe voluto una sospensione totale più lunga).

Quanto ai ristori, dovrebbe essere introdotto – come annunciato da Draghi – un doppio criterio di assegnazione dei rimborsi, tra cui le imprese potranno scegliere: quello adottato finora del fatturato, con arrivo degli indennizzi in automatico e in tempi rapidissimi, o quello dei costi fissi, con una procedura che darebbe una fotografia più fedele dell’effettivo calo degli utili ma che richiederebbe tempi più lunghi.

Il resto delle risorse andrà a coprire una serie di altre misure, dagli aiuti agli stagionali di turismo e spettacolo, all’esonero della Tari durante i mesi di chiusura, fino a nuovi aiuti alle famiglie, con due o tre nuove mensilità di Reddito di emergenza.

Il Pd, a partire dal segretario Enrico Letta, già chiede anche una misura per l’aiuto psicologico ai giovani. Nelle prossime ore intanto in commissione al Senato saranno votati gli emendamenti al primo decreto Sostegni, con interventi per abbattere i costi fissi delle aziende come Imu per gli alberghi, Tosap e Cosap, ma anche il possibile esonero al 100% del canone Rai agli esercizi pubblici.

(di Serenella Mattera/ANSA)