Amministrative Madrid: Díaz Ayuso trionfa, Iglesias abbandona la politica

Pablo Casado, presidente del Partito Popolare, alza il braccio di Isabel Díaz Ayuso in segno di vittoria

MADRID – Trionfa Isabel Díaz Ayuso: il Partito Popolare ottiene il 45 per cento dei voti e 65 scranni. I risultati danno ragione ai sondaggi. Anzi, superano largamente le proiezioni delle maggiori aziende demoscopiche, duplicando i voti delle elezioni regionali del 2019. Quindi, la pupilla del presidente del Partito Popolare, Pablo Casado, ripeterà alla Presidenza della “Comunidad de Madrid”, la “Joya de la Corona”.

La sinistra non ce l’ha fatta. Partita in netto svantaggio, non è riuscita a colmare il gap iniziale. Quindi, grossa sconfitta del Psoe che, dopo aver vinto le elezioni del 2019, in quelle appena concluse cala al terzo posto superato da Más Madrid. La campagna propositiva di Monica García ha dato i suoi frutti. Conquistando il voto trasversale, Más Madrid è riuscito nel sorpasso. Almeno in termini di voti. A livello regionale, quindi, è la prima forza progressista.

Queste elezioni saranno ricordate anche per l’uscita dalla scena politica di Pablo Iglesias, il leader di Podemos. Abbandonato il ruolo di vicepresidente per salvare il suo partito dalla débâcle, dopo il deludente risultato (7 per cento dei voti e 10 consiglieri) ha annunciato che si dimetterà da tutti i suoi incarichi e lascerà la politica attiva.

– Continuerò al servizio del Paese ma non sarò un ostacolo alla rinnovazione del partito – ha detto Iglesias -. Quando uno non è utile deve sapersi ritirare. Sono orgoglioso del mio partito e sono sicuro che Yolanda Díaz saprà affrontare le nuove sfide.

I risultati ottenuti da Ciudadanos, la formazione di centro, non sorprendono. Riflette la profonda crisi che attraversa e che, stando agli esperti, difficilmente riuscirà a superare. L’Opa ostile lanciata dal Partito Popolare gli ha strappato prima un volume importante di leader ed ora anche di elettori.

Pablo Iglesias abbandona la politica attiva

Vox, con il 9 per cento dei voti e 13 scranni, si è detto soddisfatto. D’altronde, se si da credito alle parole del suo leader, Santiago Abascal, avrebbe raggiunto il suo obiettivo: evitare il trionfo della sinistra.

Con 65 consiglieri, Isabel Díaz Ayuso avrà bisogno, e nessuno dubita che l’otterrà, del sostegno di Vox. Bisognerà capire quale sarà il prezzo che dovrà pagare il Partito Popolare alla formazione di estrema destra, affinché si astenga e permetta l’investitura di Díaz Ayuso. D’altronde, la somma dei consiglieri di sinistra, 58 in totale – 24 Más Madrid, 24 Psoe, 10 Podemos -, non saranno sufficienti per permettere al blocco progressista di opporvisi.

Gli esperti nella materia considerano che queste elezioni avranno un profondo riflesso a livello nazionale. E lo dimostra la sfida che ha già lanciato Pablo Casado alla presidente del Governo di Pedro Sánchez.

– Oggi Madrid – ha gridato dal balcone dell’edificio della Calle Génova, emblema degli scandali di corruzione di cui si è reso protagonista il partito conservatore -. Domani potremo sconfiggere il presidente.

I prossimi mesi si assisterà ad un aspro confronto politico. I toni e il linguaggio impiegato durante la campagna elettorale regionale sono stati solo un anticipo.

Redazione Madrid