Venezuela: presidente Maduro, dialogo con condizioni

Il capo dello Stato, Nicolás Maduro
Juan Guaidó, leader dell’Opposizione e presidente del governo ombra

CARACAS – Lo hanno dichiarato contemporaneamente. Sono pronti a sedersi ad un tavolo di dialogo e accettano la mediazione della Norvegia. L’obiettivo, porre fine alla lunga crisi istituzionale e politica con profondi riflessi sulla crisi economica e sulla qualità di vita della popolazione. Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, e il leader dell’Opposizione, Juan Guaidó, aprono ad una soluzione politica che permetta il ritorno del Paese alla democrazia. Che ci riescano, visto i precedenti esperimenti, è un’altra cosa.

– In Venezuela – ha detto il capo dello Stato nel corso di un incontro pubblico – è in cammino un dialogo, e sono d’accordo che il governo della Norvegia si ponga al centro di esso.

Ma, per il presidente Maduro,  non ci sarà dialogo senza la soddisfazione di alcune condizioni. Precisa:

– La revoca di tutte le sanzioni, il riconoscimento dell’attuale Assemblea Nazionale  e dei poteri costituiti, e la restituzione dei conti bancari e degli attivi alle istituzioni dello Stato venezuelano.

Quindi il capo dello Stato si attribuisce un successo tanto inatteso quanto incomprensibile:

– Sono contento di aver forzato e sconfitto la destra estremista che abbiamo fatto arrivare ad elezioni attraverso un tavolo di dialogo nazionale.

Da qui, la sfida:

– Volete negoziare? Ci sono i tre punti…e se vanno bene andiamo dove e quando volete e ci sediamo ad un tavolo. Volete venire alle elezioni del 21 novembre? Bene, misureremo la nostra forza.

Dal canto suo, Juan Guaidó, nel corso di una conferenza stampa, ha sostenuto che l’Opposizione è disposta ad un processo di negoziazione. E considerata urgente una soluzione alla “tragedia” che vive il Paese.

– Siamo pronti e desiderosi – ha affermato – di andare avanti. C’è unità per raggiungere un accordo di salvezza nazionale.

Ha quindi ringraziato “il lavoro professionale e imparziale della Norvegia” e annunciato che a breve designerà i delegati per il futuro dialogo. Ha anche precisato che le nuove conversazioni contano con il sostegno di Stati Uniti, Unione europea (Ue) e Spagna.

Redazione Caracas