Madrid apre ai turisti vaccinati, attesa per il pass Ue

Turisti a Madrid.
Turisti a Madrid. (ANSA)

BRUXELLES. – Avanti tutta e subito verso la libertà di viaggiare, ma in ordine sparso. Dopo l’annuncio della Francia sul finire della scorsa settimana, anche le porte della Spagna si aprono ai turisti in vista della prima estate da vaccinati contro il Covid-19.

Con due ordinanze vidimate dal ministero dell’Interno e da quello della Sanità, Madrid ha di fatto deciso di accogliere nell’immediato e senza più restrizioni – test e quarantene – tutti coloro che, dopo aver completato il ciclo vaccinale, dall’Europa vogliono raggiungere il territorio iberico e le sue isole. Con un’unica avvertenza: dovranno pazientare almeno quattordici giorni dalla somministrazione dell’ultima dose prima di mettersi in viaggio.

Fin qui tutto bene, almeno negli auspici del settore turistico, ma gli effetti collaterali della fuga in avanti di Parigi e Madrid sui vantaggi per i vaccinati non mancano. Prima di tutto per l’unità del Continente. E di conseguenza anche per la fiducia e la tranquillità dei cittadini, di certo più liberi di viaggiare ma ancora costretti a districarsi tra misure disomogenee e poco chiare.

A scongiurare nuove divisioni e ulteriore confusione, il Parlamento europeo è pronto nelle prossime ore a dare la sua benedizione al regolamento che introduce il green pass Ue, il certificato comune per viaggiare nell’Unione senza più limitazioni dimostrando di essersi vaccinati, oppure di essere risultati negativi a un tampone o di essere guariti dal Covid-19, scegliendo quale strada percorrere per varcare le frontiere nazionali.

Prima della sua entrata in vigore, il prossimo primo luglio, non vi sarebbe alcuna certeza legale del mutuo riconoscimento dei certificati di vaccinazione tra gli Stati membri, spiegano abbacchiati dalla Commissione Ue.

Con il rischio concreto che un cittadino immunizzato in Italia possa vedersi rifiutare la prova di vaccinazione in Francia o in Spagna con la richiesta di mostrare comunque il risultato negativo di un test.

Finora l’infrastruttura tecnica del green pass Ue, che mpermette la validazione automatica dei certificati Covid digitali, ha superato l’esame in 22 Paesi membri. E sette – Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia – hanno già iniziato a distribuire i certificati ai cittadini. Via libera ormai scontato degli eurodeputati a parte, il pass non sarà comunque la panacea di tutti i mali. In Spagna per esempio i vaccini accettati per non incappare nelle restrizioni sono i quattro approvati dall’Ema – Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson – oltre a Sinopharm e Sinovac-Coronavac (approvati dall’Oms), ma non sarà così per tutti.

Ogni governo nazionale potrà esprimersi sui vaccini non riconosciuti dall’Ema, tra i quali anche il russo Sputnik. Allo stesso modo, l’intervallo di due settimane dal completamento del ciclo vaccinale per poter entrare liberamente in un Paese Ue potrà essere rivisto verso l’alto o verso il basso dagli Stati.

E il problema della reciprocità si allarga anche oltreoceano: dopo l’ok di Bruxelles all’arrivo dei turisti americani in Ue, l’apertura di Washington agli europei è ancora tutta da discutere con il presidente Joe Biden, atteso la prossima settimana dai leader europei.

(di Valentina Brini/ANSA).