Cgie e Comites: “Necessario rinviare le elezioni dei Comites”

MADRID – Rinvio delle elezioni dei Comites e riforma della legge per adeguare l’organo di rappresentanza alle nuove realtà. Queste le rivendicazioni, pressoché unanimi, emerse nel corso dell’incontro on-line promosso dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Alla riunione, che si è protratta per oltre due ore, hanno partecipato l’On Piero Fassino, presidente della Commissione Affari Esteri della Camera; il senatore Vito Petrocelli, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato; il Direttore Generale Luigi Maria Vignali, della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie; la stragrande maggioranza dei 18 parlamentari eletti nelle circoscrizioni Estero, e tanti, tantissimi presidenti dei Comites, soprattutto dell’Europa: da quello di Hannover, in Germania, a quello di Lione in Francia; da quello di Madrid, in Spagna, a quello del Belgio. Presenti anche alcuni membri del Cgie. All’ordine del giorno un solo argomento: “Elezioni del Comites. Con quale modalità e con quale Legge si procederà al rinnovo di questi organismi”?

Fassino: “Una richiesta ragionevole”

Il dibattito si apriva con una breve esposizione del Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone, che spiegava l’opportunità di posticipare il rinnovo dei Comites poiché le condizioni create dalla pandemia non permettono a tutti gli italiani sparsi nel mondo di esercitare il diritto di voto “in sicurezza”. Il Segretario Generale, inoltre, illustrava la necessità di riformare la Legge sui Comites e di abrogare l’inversione della opzione che in tanti ritengono incostituzionale e contraria allo spirito della nostra “Carta Magna”. Il presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Piero Fassino, si manifestava favorevole ad un rinvio delle elezioni del Comites considerando “la richiesta ragionevole”.

– Il Covid – affermava –è una pandemia su scala globale. In Italia si pensa di poter vaccinare l’80 per cento della popolazione per fine settembre. Ma nel resto del mondo non è così. Il quadro della pandemia – ha aggiunto – non è omogeneo. È chiaro che ci devono essere le condizioni di sicurezza in ogni realtà. Si corre il rischio che il voto sia alterato e, di conseguenza, lo sia anche la capacità di rappresentanza dell’organismo.

L’On. Fassino ha quindi suggerito di non stabilire una connessione automatica tra rinvio e riforma della Legge sui Comites. A suo avviso, il rinvio a primavera andrebbe giustificato con l’esistenza della pandemia.

Dal canto suo, il senatore Vito Petrocello ha concordato pienamente con l’On. Fassino che ha suggerito una risoluzione comune “che indichi al governo l’opportunità di spostare la data delle elezioni”. Ha poi colto l’occasione per, senza entrare nei particolari, esprimersi contro la ipotetica cancellazione dell’inversione dell’opzione nell’esercizio del voto.

Ungaro: “Irrituale”

Nel corso del dibattito, si è detto contrario ad un rinvio delle elezioni l’on. Massimo Ungaro che ha indicato nei continui rinvii la causa principale delle debolezze dei Comites.

– I rinvii – ha sostenuto – uccidono la loro legittimità.

Se l’on. Ungaro ha reputato “irrituale” la richiesta del Cgie e dei Comites, la senatrice Laura Garavini l’ha considerata “anomala” e ha commentato che desta “qualche perplessità”. Ha quindi espresso l’augurio che un eventuale rinvio possa servire per affrontare l’annosa questione della riforma della Legge o, quanto meno, l’abrogazione dell’inversione dell’opzione nell’esercizio del diritto di voto.

Particolarmente veemente è stato l’intervento del presidente del Comites di Hannover, Giuseppe Scigliano, che, dopo essersi detto favorevole al rinvio del voto, ha affermato:

– La base sta dicendo unanimemente che non è il momento di votare. Non sono un politico ma conosco la realtà del mio territorio. I consolati non sono pronti: mettere sull’home page un volantino con su scritto che ci sono le elezioni non è preparare le elezioni. Da più di un anno e mezzo non abbiamo incontri con i connazionali, e in queste condizioni si vorrebbe votare?

Anche il presidente del Comites di Madrid, Pietro Mariani, si è detto contrario all’inversione dell’opzione, che considera “anticostituzionale”. Molto preciso nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di una vasta “campagna informativa”, di cui dovrebbe occuparsi il Ministero degli Esteri, per far conoscere i Comites,  spiegandone le funzioni e  l’importanza.

Per il Venezuela, è intervenuto il membro del Cgie Nello Collevecchio. Dopo essersi lamentato di non aver mai ricevuto una telefonata dagli eletti all’estero, fatta eccezione per l’ex sottosegretario Ricardo Merlo e l’on. Mario Borghese, ha invitato i parlamentari a recarsi in Sud America. E “visitare tutti i paesi del continente, non solo il Venezuela”.

– Così capiranno come si vive – ha detto – e come i connazionali contribuiscano al Sistema Paese.

L’incontro concludeva con un breve riepilogo dei temi affrontati e l’augurio che nella prossima Plenaria del Cgie ci si possa incontrare personalmente e non più attraverso uno schermo.

Redazione Madrid