Gli italiani di Londra, arma segreta degli Azzurri

Giorgio Chiellini festeggia Jorgiho la qualificazione agli ottavi della Coppa Euro 2020
Giorgio Chiellini festeggia Jorginho la qualificazione agli ottavi della Coppa Euro 2020. EPA/Alessandra Tarantino / POOL (RESTRICTIONS: For editorial news reporting purposes only. Images must appear as still images and must not emulate match action video footage. Photographs published in online publications shall have an interval of at least 20 seconds between the posting.)

LONDRA. – Niente tifo azzurro in arrivo dall’Italia, ma sostegno di sapore casalingo dagli spalti comunque garantito. Il proverbiale dodicesimo uomo in campo della nazionale di Roberto Mancini, attesa domani dalla sfida dentro o fuori con l’Austria per gli ottavi di Euro2020 a Wembley, ci sarà: sotto le mentite spoglie di tanti italiani di Londra già in possesso del biglietto – o pronti a provare a procurarselo in extremis – per non non far mancare il calore d’una patria extra confine a Chiellini e compagni.

Aperto al momento per una metà della capienza dalle autorità britanniche, nonostante la perdurante allerta sul rimbalzo dei contagi Covid alimentati dalla variante Delta (ex indiana) del virus, il leggendario stadio londinese è destinato ad accogliere una rappresentanza non irrilevante dell’imponente comunità di connazionali trapiantati nel Regno di Elisabetta – in primis in riva al Tamigi – a centinaia e centinaia di migliaia.

Una comunità che in larga parte – Brexit o non Brexit, pandemia o non pandemia – sull’isola intende restarci. In assenza dei viaggi dei tifosi dalla madrepatria (bloccati dalle regole draconiane sulla quarantena precauzionale tuttora in vigore per gli ingressi in Gran Bretagna dall’Italia come dalla gran maggioranza delle nazioni del mondo) la nazionale tricolore avrà così modo di consolarsi.

Gli ‘expats’ di casa nostra ammessi a passare liberamente attraverso i cancelli di Wembley saranno migliaia, scrive ‘Londra, Italia’, giornale online che dà voce alla sete d’informazione di marca nostrana degli italo-londinesi: privilegiati come sono stati da Uefa e Figc nella corsa all’accaparramento dei tagliandi disponibili. In particolare quelli in possesso della speciale card ribattezzata Vivo Azzurro che ha garantito da martedì l’offerta via email di accesso a un link personalizzato e facilitato alla piattaforma di ticketing online in vista di Italia-Austria.

Essere residenti nel Regno Unito e avere la card sono state indicate come le uniche clausole per mettere le mani sui biglietti (fino a un massimo di 4 per acquirente registrato): inclusi – al prezzo ‘politico’ di non più di 50 euro – quelli ambitissimi di categoria 3 in grado di garantire una visione panoramica a tutto campo del celebre tappeto di Wembley.

Più dura è invece la sfida per chi ha voluto, o dovuto, ricorrere ai canali standard del sito ufficiale Uefa. Dove tutto risulta sold-out già da un paio di giorni, compresi i posti di tribuna deluxe della categoria A venduti a 185 euro ognuno.

A livello sanitario, le condizioni da soddisfare per poter mettere piede nello stadio sono poi quelle in vigore per tutti, cittadini britannici e non, in base alle regole Covid attuali valide per qualsiasi evento pubblico collettivo autorizzato: ossia un test negativo non più vecchio di 48 ore e la certificazione del doppio vaccino ricevuto almeno 15 giorni prima della partita. Cosa peraltro ormai comune tra chi vive nel Regno, dove le somministrazioni hanno raggiunto quota 76 milioni di dosi, con il richiamo già assicurato a quasi il 61% dell’intera popolazione residente over 18.

Vaccinato come gli altri, conta di essere in prima fila tra i tifosi d’Oltremanica – come ha tenuto a far sapere in un’intervista a Sky News – pure l’ambasciatore d’Italia a Londra, Raffaele Trombetta, napoletano doc al pari di buona parte della linea d’attacco della squadra di Mancini. Intervista nella quale ha cercato fra l’altro di stemperare le preoccupazioni sulla situazione dei contagi sull’isola, osservando come malgrado tutto Londra stia continuando a “riaprirsi”, sebbene con prudenza e con qualche timore per la variante Delta”.

Grazie anche a una campagna vaccinale che sembra quanto meno riuscire a limitare l’impatto della nuova ondata ‘indiana’ su ricoveri ospedalieri e tassi di mortalità; e consentire a qualche migliaio di sostenitori italiani espatriati di scandire dagli spalti il loro “Forza Azzurri” in un contesto – si spera – di ragionevole sicurezza.