Incontri: Un caffè a rotelle

I Ritratti del quotidiano, dove le persone si incontrano il più delle volte con frettolosa educazione. Mi attrae l’idea di fotografare le emozioni che nascono dall’incontro di persone ‘comuni’, giacché credo che le loro storie possano essere diverse, ma mai scontate, come se questo fosse realmente possibile!

 

Un caffè a rotelle: Il luogo non lascia indifferenti, Lo dico, perché sembrava ci fosse stata una concordata fuga generale di tutti i sogni e le speranze delle attività che avrebbero dovuto dare vita a questo grande e articolato spazio, parte di un centro commerciale dell’hinterland padovano

Porte spalancate. “Avanti!” risuona una voce dalla stanza adiacente. Ci riceve un signore di scuro umore in sedia a rotelle che con grande professionalità e attenzione esegue i vari esami al simulatore, quasi una vera automobile, che registra i tempi di reazione con zero umanità.

Osservo con attenzione la situazione, pensando alla telefonata dal tono freddo e distante che precedette l’incontro. Ma all’incontro, resto sorpreso, da un inaspettato e cordiale: “Volete un caffè?” Un caffè a rotelle, realmente magico, capace di liberare lo spazio dalle incomprensioni del non detto lasciando che si incrocino e mostrino le nostre parti più vere e intime, e perciò belle. Così è nata una insospettata, lunga, personale, amichevole e molto interessante conversazione con Valter Nicoletti (nella foto)

(Foto e testo di Walter Ponchia)