“Ritardi e poco coordinamento”, in Germania è polemica

Un auto e macerie trascinate da un fiume di fango.
Onmdata di maltempo in Germania. (ANSA)

BERLINO.  – Finita la fase più acuta dell’emergenza generata dalla disastrosa alluvione che ha devastato l’ovest della Germania si iniziano a tirare le somme e sul banco degli imputati finiscono il sistema di comunicazione dell’allerta meteo, che non ha avvisato la cittadinanza dell’imminente pericolo, e il coordinamento insufficiente e la lentezza dei soccorsi.

Dietro l’angolo c’è però la polémica politica, che ha visto oggi duellare a distanza il ministro dell’Interno conservatore Horst Seehofer e la candidata dei Verdi Annalena Baerbock.

Sulla mancata comunicazione dell’allerta meteo in apparenza il problema non esiste: tutti dichiarano di aver fatto il proprio dovere nei modi e nei tempi dovuti. “L’Ufficio federale della protezione civile mi ha detto che i canali di alerta hanno funzionato”, ha dichiarato il ministro dell’Interno in visita a Bad Neuenahr nella zona dell’Ahrweiler, accompagnato dal governatore del Nordreno Vestfalia, Armin Laschet.

Seehofer respinge le critiche sul mal funzionamento, anche se non esclude che in futuro si possa fare di meglio. Il numero uno della Protezione civile (Bbk) Armin Schuster addirittura rincara la dose, sostenendo che “il nostro sistema di allerta ha funzionato in ogni singolo caso” e ricordando le 150 segnalazioni di allarme inviate attraverso il sistema automatizzato.

Ma in realtà qualcosa deve essere andato storto se la professoressa di idrologia Hannah Cloke lo ha definito “un fallimento monumentale”. “Qualcosa nella catena di comunicazione dell’allerta si è interrotto se l’avviso non è arrivato alle persone”, ha denunciato la professoressa all’emittente tedesca Zdf.

Infatti 24 ore prima del disastro la struttura europea che gestisce il Sistema europeo di allarme inondazioni (Efas) aveva lanciato l’allerta, specificando con precisione le zone interessate dall’alluvione. Forse chi ha ricevuto gli avvisi non li ha inoltrati con la necessaria urgenza, e tv e radio non hanno interrotto le trasmissioni. Ma per i dettagli è ancora presto.

La catena delle responsabilità è ancora confusa e in conferenza stampa la portavoce del ministero dei Trasporti è finita sotto un fuoco di fila di domande e critiche feroci dei giornalisti tedeschi per non aver saputo dare dettagli su chi, quando e in che modo sono stati ricevuti i bollettini meteo.

La portavoce del governo getta acqua sul fuoco: “Al momento il focus è aiutare e trovare le persone che ancora mancano, poi verrà il momento di rielaborare quanto accaduto e vedere quali conseguenze trarne”, ha detto Martina Fietz.

Anche la verde Baerbock in realtà evita in questo momento di gettare la croce sulle autorità locali per la comunicazione non tempestiva dell’allerta meteo: “É ancora troppo presto per dare risposte”, ha tagliato corto in un’intervista a Spiegel di ritorno da una visita di più giorni nelle zone devastate dall’alluvione “per capire come in futuro ci si può equipaggiare meglio di fronte alle catastrofi naturali”.

E invece di commentare le facili allusioni alle galosce e ai sorrisetti del suo rivale conservatore Armin Laschet, Baerbock ha concentrato le sue critiche su uno dei nodi della questione: la velocità e il coordinamento dei soccorsi. “Dobbiamo riformare la gestione dei disastri e il governo federale deve assumersi maggiori responsabilità”, soprattutto perché “nelle situazioni estreme serve un coordinamento più veloce dei diversi attori”. Non se ne parla, le ha risposto però a stretto giro il ministro dell’Interno. “Il centralismo qui non cambia proprio niente”, ha risposto secco, si tratta solo di “spicciola retorica elettorale”.

Secondo la candidata Verde invece una ragione dell’inefficienza nel sistema della gestione della catástrofe potrebbe essere che negli ultimi decenni la Germania ha avuto relativamente pochi disastri naturali in confronto ad altri paesi “e questo ha portato ad uno sviluppo insufficiente delle misure per gestire la protezione dalle catastrofi ambientali”.

Intanto la corsa a salvare i dispersi non si ferma, anche se all’appello continuano a mancare oltre mille persone solo nel Land della Renania Palatinato, ha riferito il ministro dell’Interno della regione: il bilancio complessivo delle vittime accertate intanto è salito a 165.

(di Uski Audino/ANSA).