Spagna, 238 migranti saltano la barriera di Melilla

La barriera di Melilla al confine con la Spagna
La barriera di Melilla al confine con la Spagna. EPA/BLASCO DE AVELLANEDA

MADRID. – “Boza, boza! (Vittoria, vittoria!)”. Alle prime luci del mattino, nell’enclave spagnola di Melilla decine di ragazzi migranti esultavano così mentre venivano ripresi in video amatoriali poi fatti circolare su media e social: erano appena riusciti a entrare in territorio europeo scavalcando in massa la barriera che delimita la frontiera con il Marocco.

Ci hanno provato in più di 300 e 238 sono riusciti nell’intento, secondo i dati forniti dal governo spagnolo. Uno è stato ricoverato per fratture a tibia e perone, mentre altre 17 persone hanno ricevuto assistenza sanitaria per ferite lievi. Stessa sorte capitata a tre agenti della Guardia Civil spagnola.

Poche ore prima si era invece verificata una nuova tragedia nel Mediterraneo centrale: un naufragio avvenuto al largo della città tunisina di Zarzis, non lontano dal confine con la Libia, nel quale sono morte almeno 17 persone, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

Altre 168 persone, di diverse nazionalità, sono state tratte in salvo; si teme tuttavia che sull’imbarcazione naufragata ce ne fossero molte di più. Episodi di proporzioni simili a quelle osservate giovedì mattina a Melilla si vedono di rado da quelle parti.

Tuttavia, non è l’unico segnale di una pressione migratoria che rimane costantemente viva in questa zona: la scorsa settimana ci sono stati altri due tentativi di scavalcamento collettivo della barriera sul confine, con un bilancio di più di 130 accessi irregolari in territorio spagnolo.

Mentre nell’altra enclave iberica in Marocco, Ceuta, si fanno ancora i conti con le conseguenze dell’arrivo in massa di circa 10.000 persone in poco più di 48 ore a metà maggio — di cui sono rimaste lì circa 2.000 —, nel bel mezzo di tensioni diplomatiche tra Rabat e Madrid sulla spinosa questione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola rivendicata dal Marocco.

Per quanto riguarda l’ultimo episodio di Melilla, nell’enclave i tentativi di accesso irregolare in questo periodo dell’anno non sorprendono, visto che coincide con la celebrazione della sentita festività islamica di Aid El Kebir, occasione in cui alcuni cercano di sfruttare possibili allentamenti dei controlli di frontiera sul lato marocchino.

Secondo il governo spagnolo, i migranti che hanno saltato i sei metri di barriera sul confine erano provvisti di uncini per agevolare la scalata. Per il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, la collaborazione con Rabat in materia migratoria è “reale ed effettiva”, anche se non sempre è possibile evitare situazioni di questo tipo.

Intanto, dopo l’ultimo naufragio in Tunisia l’Oim chiede un potenziamento della “Sar proattiva e guidata dallo Stato lungo questa pericolosa rotta”, mentre in Italia si registrano nuovo sbarchi: 32 persone sono state soccorse al largo della Calabria, mentre a Lampedusa sono avvenuti sette sbarchi dalla mezzanotte di giovedì. Nell’hotspot dell’isola sono presenti 714 migranti, dopo che 100 sono stati trasferiti su un traghetto di linea salpato alla volta di Porto Empedocle.

(di Francesco Rodella/ANSA)