Romina Fedeli, la passione per la moda

La stilista Romina Fedeli tra due modelle che indossano le sue gonne

MADRID – La passione per la moda e la femminilità. Eleganza coronata dal successo. Ne sono riprova i commenti che hanno accompagnato il viavai delle modelle lungo la “Calle Puigcerdà” e la sala del “Ristorante SottoSopra”. E ne è il volto della giovane creatrice, Romina Fedeli, sereno, rilassato, allegro, all’indomani della sfilata di moda “NoPop – Pret a porter Roma”. Era il debutto ufficiale in un mondo il cui accesso è riservato solo alla creatività che si trasforma in tendenza. Tale è stato il contenuto del suo primo “portfolio” che ci parla di stile, semplicità, eleganza e, soprattutto, femminilità.

L’appuntamento con Romina Fedeli è stato presso il Ristorante SottoSopra, un angolo di buon gusto ed eccellente cucina. È ancora sotto l’effetto di una serata indimenticabile. Confessa:

– Ancora non ho digerito, processato quanto accaduto. Mi pare irreale, magico…

– Cosa ti ha motivato a lanciarti nel mondo della moda? Perché in questo tuo debutto hai proposto solo gonne?

– La passione per la femminilità… – ha risposto immediatamente -. Poi, dopo un attimo di indecisione, ha precisato:

– Mi chiede perché la gonna… È semplice: gonna è donna; quindi, femminilità. È da lì che nasce la mia passione. Una donna con la gonna è molto più bella che con i pantaloni. Con una gonna le forme sono in vista, ma non troppo. Mi piace lasciare spazio all’immaginazione. Questo tipo di gonne permettono di nascondere difetti ed evidenziare pregi.

– A quale fascia di età ti rivolgi?

– Sicuramente le mie gonne sono disegnate pensando ad una donna adulta – ci ha spiegato – Diciamo, dai trent’anni in su.

– Ad un pubblico adulto-contemporaneo, quindi…

– Sì. Non sono creazioni per adolescenti o giovanissime.

– Come avviene la scelta dei tessuti, dei colori?

– Ogni tessuto si adatta ad un modello di gonna particolare. Un tessuto può  rendere una gonna più rigida, uno chiffon la rende più morbida. Se una gonna deve mantenere una certa rigidità, è necessario usare il tessuto che glielo consente. Da qui nasce un po l’idea della collezione unica. La donna che ha acquistato una gonna mostrata in questa sfilata ha acquistato un pezzo unico, tutto suo. Quella gonna, infatti, è stata disegnata solo per questa prima collezione.

– Quali sono i tessuti che preferisci, quali quelli che più si adattano alla sua personalità…

– Le sete, gli shantung… i tessuti, sono tutti belli perché ognuno esprime un capo. Non è possibile sintetizzare…

– Ci saranno tessuti con i quali uno stilista si sente più a suo agio quando disegna, immagina un modello, o durante la fase di realizzazione …

– Il tessuto può essere tante cose. Può essere morbidezza, colore, fantasia. Sono tanti i motivi che lo rendono speciale.

– Sono gonne che si possono indossare tutti i giorni o sono solo da mostrare in occasioni speciali?

–  Alcune, come quella che indosso, è portabilissima di giorno.  Ve ne sono altre, invece, che possono essere indossate solo di sera.

– Quali colori preferisci… quelli sgargianti del tropico o quelli più pastello del mediterraneo?

– Quando ero piccola, tutti mi chiedevano qual era il mio colore preferito. Ho sempre risposto che non ho un colore preferito. Per me sono tutti belli.

– Ci sono comunque colori che rispecchiano uno stato d’animo; altri assai eleganti adeguati per un abito da sera…

– Il bianco, il nero, il blu sono colori basici che rappresentano l’eleganza.

– Indossi una gonna con un viola abbinato ad un tortora. Non è una combinazione comune…

Sorride e accompagna le parole con una lieve alzata di spalle.

– No, no, non è un colore comune, ma… lo è nella mia testa… non so come spiegarlo.

– Dove si possono acquistare le tue collezioni, in quali boutique sono esposte?

– Abbiamo aperto lo shop online. Tutto quello che abbiamo fatto, non tuttissimo, é online. Poi, col tempo, vedremo. Questa è la prima, primissima esperienza.

– Abiti da sera?

– Sì, ci sono anche quelli. Tutto quello che è stato fatto per la sera si riconosce… c’è il nero… si capisce che sono abiti di un certo… non dico spessore, parlo semplicemente di differenza tra quello che potresti indossare di giorno e quello che chiaramente sei obbligato a mettere di sera per assistere ad un evento importante.

– Quando disegni una gonna, un abito, qual è la figura femminile che ti ispira. Chi immagini indosserà la tua creazione… una donna esile come te  o più mediterranea, un po’ formosa… Sofia Loren da giovane, per intenderci… lo stereotipo della donna italiana…  

– Immagino una donna come me – ha risposto dopo averci riflettuto un po’ -. È più semplice pensarla come me, che si adatti ai miei bisogni. D’altronde, io sono nella media, nè troppo magra nè troppo grassa… Ovviamente si può pensare a tutto perché ogni donna ha una sua bellezza, il suo punto forte. Le donne sono tutte belle. Non lo dico perché sono femminista ma perché sono convinta che ogni donna ha un qualcosa che deve imparare a valorizzare.

– Prima di Madrid avevi fatto altre sfilate?

– Solo uno Shooting fotografico, per presentare tutta la collezione sul sito. Siamo partiti da qui, da Madrid.

– La prima impressione nell’affrontare il pubblico, in particolare quello femminile?

– L’ho visto un po’ agguerrito. Piano piano bisogna capire, entrare nei gusti. In Italia c’è un “mood”. In Spagna ce n’è un altro.

– Progetti per il futuro? Come ti vedi tra sei mesi, un anno…

– Stiamo iniziando a progettare una nuova collezione.

– Autunno inverno… Cambiano i colori e i tessuti…

– Sì, ci sarà un mutamento. La pesantezza dei tessuti ovviamente cambia molto… una seta leggera, l’indossi con facilità d’estate… la porti all’esterno e l’aria la fa sventolare. D’inverno cambia la prospettiva. La puoi usare al chiuso ma non avrà lo stesso effetto. E comunque solo durante una festa, ad esempio il giorno di Natale o Capodanno… Ma d’inverno tendenzialmente devi usare tessuti più pesanti.

– Mi sono sempre chiesto il perché di questo cambiamento radicale nei colori… d’estate sono vivaci, allegri ed in autunno e inverno opachi, con forte presenza del nero, del marrone, del grigio…

– Bisogna essere coraggiosi. Quando ci si sveglia al mattino, devi avere coraggio… Un giorno, avevo una pelliccia smanicata di vari colori e con tutte le tonalità dal fuxia al blu elettrico, al verde… Camminavo per Roma tranquillamente. Ma sono sicura che chi mi vedeva passare avrà pensato: “ma dove va quella?”. Dipende dal coraggio che hai quando scegli come vestire…

– Questione di personalità…

–  Esatto, il colore è personalità.

–  Torniamo alla moda invernale. Una gonna nera, con che colore di calze la abbinerebbe?

– Una gonna nera può stare bene con qualsiasi tipo di calza. Può essere semplicemente scura oppure di un bel giallo, perché no? Giallo, arancio e blu… Possono anche essere ricamate. Parliamo di una varietà di colori e di fantasie enormi. Ti puoi sbizzarrire.

– Qual è il tuo punto focale? Cosa ti piace disegnare di più: gonne, abiti completi, abiti da sera, giacche, camice…

– Senz’altro le gonne. Poi penseremo anche a qualche vestito.

– Sempre al femminile, non hai pensato alla moda maschile.

– No, non ancora

– Quali sono gli stilisti, le stiliste che ti hanno maggiormente influenzata e che più hanno influito sul tuo modo di disegnare? L’Italia vanta nomi famosi…

– Certamente, Armani, Valentino. Un abito disegnato da Armani lo riconosceresti, anche se non c’è scritto che è suo. Lo stesso vale per Valentino. Alcune gonne sono ispirate un pochino a loro. Che ti posso dire? Italia e Francia hanno una tradizione che viene da molto lontano.

– L’eleganza, il saper vestire è un dono innato o si può imparare…

– A volte è innato, altre volte richiede di lavorare su sé stessi. Io, per esempio, ho lavorato molto su me stessa perché non l’avevo, e probabilmente non l’ho ancora. L’eleganza è una virtù che devi imparare se non ce l’hai. Imparare a parlare in un certo modo, a muoverti in un certo modo, ad appoggiarti in un certo modo. Ci sono donne e uomini, che hanno queste virtù… altri l’hanno acquisite.

– Hai seguito corsi di disegno?

– No, ma inseguo il mio sogno… e poi sono una mamma, ho tante altre cose che m’impegnano…

– Dopo Madrid pensi a qualche altra sfilata… Roma…Milano… Parigi?

– Diciamo che questa di Madrid per ora mi ha travolto come un uragano. Ho lavorato, penso ininterrottamente, giorno e notte per arrivare fin qui – ha concluso con un sorriso che ci mostra la sua allegria ed anche il desiderio di continuare a sognare nuove sfide.

A.T.