All’asta le armi di Al Capone e le lettere da Alcatraz

Un'immagine di Al Capone. Una parte degli archivi fotografici del quotidiano International Herald Tribune, edizione 'globale' del New York Times, con sede centrale a Parigi.
Un'immagine di Al Capone. Una parte degli archivi fotografici del quotidiano International Herald Tribune, edizione 'globale' del New York Times, con sede centrale a Parigi. ANSA/ UFFICIO STAMPA

NEW YORK.  – Armi, gioielli, oggetti personali e una lettera da Alcatraz. Quello che è un vero e proprio tesoretto appartenuto al gangster più famoso al mondo va all’asta a Sacramento, in California. Il ‘bottino’ viene dalla proprietà di Al Capone e verrà messo all’incanto il prossimo 8 ottobre dalla casa d’aste Witherell’s.

I cimeli del boss di origini italiane, soprannominato Scarface e il cui vero nome era Alphonse Gabriel Capone, sono stati ereditati delle nipoti Diane e Barbara Capone, figlie di Sonny, alias Albert Francis, unico figlio nato dal matrimonio tra il gangster e Mae Josephine Coughlin.

All’asta andranno la sua preziosa pistola Colt .45, detta “tesoro”, l’orologio con monogramma in diamanti, gioielli vari, l’arredamento della sua stanza da letto nella casa di Palm Island, molte foto di famiglia, un filmato amatoriale di Capone e del suo clan, una lettera inviata al figlio Sonny da Alcatraz. La vendita dovrebbe fruttare almeno 700 mila dollari.

“Al Capone è la figura storica più collezionata del mondo criminale – ha detto Timothy Gordon, che ha valutato il tesoro destinato all’asta – e tradizionalmente i suoi oggetti sono stati venduti a cifre astronomiche”. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, nel 2017 un orologio in diamanti di Al Capone fu battuto per quasi 85 mila dollari, il triplo del prezzo di partenza.

Le nipoti del boss hanno deciso di dare via la collezione per timore che andasse persa o distrutta. “Stiamo invecchiando – ha spiegato Diane – e abbiamo cominciato a preoccuparci che se ci succede qualcosa la gente non verrà mai a conoscenza della storia che c’è dietro ognuna di queste cose”. Non a caso dalle lettere ciò che emerge non è la figura di un boss spietato bensì quella di un padre amorevole nei confronti del figlio.

“Continuamente  – dice Diane – si riferisce a mio padre come ‘figlio del mio cuore’. Non è il linguaggio, non sono le parole di uno dal cuore duro, bensì quello di un padre devoto. É questa la storia che vogliamo raccontare”.

Ha anche aggiunto che c’è il rischio di danni alla collezione a causa degli incendi che stanno distruggendo il nord della California. La sua casa a Auburn, infatti, è stata sotto minaccia di evacuazione.

La vendita della collezione di Capone arriva 74 anni dopo la sua morte, avvenuta a soli 48 anni a causa dell’aggravarsi delle msue condizioni di salute dopo un ictus.

(di Gina Di Meo/ANSA).