Banche: tassi a minimi storici, in rialzo su mutui

Insegna di una banca sulla via pubblica.
Insegna di una banca sulla via pubblica. (ANSA)

ROMA. – L’economia italiana è in decisa ripresa dopo il disastro del Covid e, in attesa di capire se sarà un andamento duraturo o un mero rimbalzo, il sistema finanziario grazie anche alle misure della Bce continua a offrire tassi ai minimi storici e liquidità in abbondanza.

L’ultimo rapporto dell’Abi segnala un tasso sul totale dei prestiti al 2,19% con un 1,08% sui nuovi finanziamenti alle imprese e all’1,47% per i mutui (questo si, in piccolo rialzo).

Condizioni estremamente favorevoli quindi che però obviamente devono tenere conto di una debolezza, sul lato della domanda, di alcuni settori che non si sono ancora ripresi dalla pandemia o che sono finiti fuori mercato e del fatto che si tratta speso di prestiti di sostituzione e non ancora investimenti strutturali.

Questi , pubblici ma soprattutto privati, dovrebbero arrivare nei prossimi mesi per poter appunto trasformare l’aumento del pil in una forma duratura. Malgrado la progressiva fine delle misure del governo  tuttavia (il 75% delle moratorie non sono più attive) e il confronto con il boom del 2020 derivante dai finanziamenti garantiti dallo Stato,  i prestiti restano comunque in crescita sebbene in decelerazione, attestandosi così su  un livello meno straordinario e coerente con lo stato dell’economia.

Ad agosto quelli a famiglie e società non finanziarie, secondo l’Abi, avanzano del 2,3% contro il 2,7% di luglio e i valori attorno al +5% di fine 2020 e inizio 2021.

Un segnale di ritorno alla normalità, dopo lo shock del Covid, arriva anche dalla frenata della corsa dei depositi bancari. I lockdown e l’incertezza aveva determinato, in Italia e in tutta Europa, un “risparmio forzoso” delle imprese e di quelle famiglie non toccate direttamente dalla crisi.

I depositi erano cresciuti a due cifre ma negli ultimi mesi l’andamento si è andato ridimensionando di pari passo con le riaperture e il riavvio delle attività. Dopo il picco di +11,6% di gennaio, ad agosto si è registrato un +7,7% tornando così al livello di crescita di un anno fa. In termini assoluti i depositi sono ammontati a 1.799 miliardi.

E il tassi bassi sono un fattore positivo per i consumatori..  “Il calo dei tassi sui prestiti bancari ai minimi storici, grazie alla politica monetaria espansiva della Bce, è un ottimo segnale sia per chi vuole acquistare un’ abitazione e accendere un mutuo, sia per gli investimenti e la crescita del Pil, ma bisogna considerare il rovescio della medaglia quando con la piena ripresa economica prevista per il prossimo anno la Bce dovrà rivedere la politica monetaria a fronte del rialzo dell’inflazione che ha sempre un effetto negativo per le famiglie”.

Così l’ Ufficio studi dell’Unione nazionale consumatori commenta i dati emersi dal rapporto dell’Abi. Anche il Codacons valuta positivamente l’abbattimento dei tassi e al tempo stesso avverte sul rischio inflazione: “dopo un periodo di crollo delle richieste di prestiti e mutui causato dal lockdown, i tassi sono crollati ai minimi storici.

Una buona notizia per quei consumatori che si apprestano ad accendere un mutuo o a chiedere un finanziamento, e che potranno beneficiare del calo del costo del denaro, con sensibili risparmi sulle rate mensili”. Per Federconsumatori il calo dei tassi sui prestiti è un “elemento molto positivo” soprattutto per le famiglie che “si sono indebitate” per fronteggiare il lockdown e i contraccolpi dell’emergenza pandemici”

E poi c’è il capitolo della qualità del credito. La moratoria scadrà a fine anno anche se già da giugno sono stati introdotti dei limiti. Secondo gli osservatori i timori di un innalzamento improvviso, dopo quella data, dei crediti deteriorati non dovrebbe verificarsi anche perchè le banche, su spinta della vigilanza, stanno da mesi disponendo una revisione dei portafogli.

La pulizia e il controllo prosegue. Le sofferenze nette restano ai livelli di aprile 2009, a 17,9 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 24,6 miliardi di luglio 2020 e stabili rispetto a giugno, 17,6 miliardi.

Nelle prossime settimane poi si potrebbero concretizzare alcune grandi operazioni, in primis quella di Mps nell’ambito dell’acquisizione di Unicredit.

(di Andrea D’Ortenzio/ANSA).