“Tradire Dante”, il difficile viaggio di un traduttore tra i canti della Divina Commedia

I professori Juan Varela-Portas de Orduña e Raffaele Pinto

MADRID – L’attenzione sempre assai alta. Nel suggestivo teatro del nostro Istituto Italiano di Cultura, Raffaele Pinto, professore della “Universitat de Barcelona”, e Juan Varela-Portas de Orduña, professore della “Universidad Complutense” di Madrid, hanno svelato ai numerosi presenti amanti della Divina Commedia alcune delle tante difficoltà che deve affrontare chi si cimenta nella traduzione dell’opera di Dante.

Hanno commentato le terzine dantesche o “terzina incatenata”, illustrato le caratteristiche che rendono unico il vocabolario della Divina Commedia, e chiarito quanto sia difficile non cadere nella tentazione di addolcire il linguaggio di Dante.

Raffaele Pinto e Juan Varela-Portas de Orduña, maestri in cattedra, hanno spiegato quanto risulti difficile gestire la traduzione di un’opera che non rispetta alcun canone linguistico. Un lusso, questo, che Dante, nell’Italia dei Comuni, poté permettersi ma che è negato, oggi, a chi scrive nella lingua di Cervantes governata dalla “Real Academia de la Lengua”.

I due cattedratici, autori dell’ultima traduzione della Divina Commedia edita da Akal, hanno anche illustrato la sfida che rappresenta dover conciliare l’enorme ricchezza stilistica del poema e la bellezza lessicale della lingua volgare fiorentina del 1300, con lo spagnolo odierno.

La direttrice dell’IIC-Madrid, Marialuisa Pappalardo (al centro) con i professori Juan Varela-Portas de Orduña e Raffaele Pinto, il presidente dell’ASCIP Dante Alighieri di Porto, Angelo Arena, e la presidente del “Comitato di Madrid della Società Dante Alighieri”, Donatella Danzi.

La conferenza di Raffaele Pinto e Juan Varela-Portas de Orduña è stata preceduta da un breve intervento della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Madrid, Marialuisa Pappalardo, che ha inquadrato la manifestazione nell’ambito di “Madrid Città Dantesca”, un insieme di eventi in cui il mondo accademico e culturale “madrileño” si uniscono per celebrare il “VII Centenario della morte di Dante Alighieri. Ha quindi sottolineato che la conferenza “Tradire Dante” è parte del progetto internazionale dell’ASCIP Dante Alighieri di Porto, al quale collabora l’IIC-Madrid.

Tra il pubblico erano presenti il presidente dell’ASCIP Dante Alighieri di Porto, Angelo Arena, e il presidente del “Comitato di Madrid” della “Società Dante Alighieri”, Donatella Danzi.

Redazione MADRID