Coronavirus in Italia: scaricati più di un milione di Green pass in 24 ore

Diverse persone in coda per il test del tampone rapido covid 19 davanti ad una farmacia in porta Venezia a Milano
Diverse persone in coda per il test del tampone rapido covid 19 davanti ad una farmacia in porta Venezia a Milano, 18 ottobre 2021.ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

ROMA. – Oltre un milione di Green pass scaricati in 24 ore, una cifra finora mai raggiunta. E il nuovo record di tamponi, 662mila, con le farmacie che lavorano a pieno ritmo: in un giorno sono stati effettuati oltre 500mila test rapidi. Sono gli effetti dell’obbligo di certificato per l’accesso ai luoghi di lavoro scattato venerdì scorso. Eppure, la campagna vaccinale vaccinale non si ferma, visto che per la prima volta le terze dosi (49.660) sono state più delle prime vaccinazioni (44.376), con 89.078 italiani che ieri si sono completamente vaccinati.

Secondo l’ultimo report della struttura commissariale ci sono ancora 1,3 milioni di 50-59enni e 810mila 60-69enni senza alcuna copertura. Gli irriducibili sembrano insistere. Visto l’aumento del ricorso ai certificati di malattia negli ultimi giorni, c’è il sospetto che qualcuno faccia il furbo. L’Inps continua a monitorare: oggi sono stati 83.078 i certificati presentati, a fronte dei 74.724 arrivati martedì scorso, prima cioè dell’entrata in vigore della nuova stretta, con un incremento del 11% da una settimana all’altra.

Ma la maggior parte corre in farmacia a fare il tampone. Il bollettino del ministero della Sanità registra un nuovo record, con 662mila test nelle ultime 24 ore, di cui 548mila rapidi. A fronte di una spinta dal punto di vista delle diagnosi, i numeri dei contagi invece sono stabili: 2.676 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, con un tasso di positività particolarmente basso, allo 0,4%.

Aumenta rispetto ai giorni passati il numero delle vittime, 70, un risalita che preoccupa, anche se 18 dei decessi comunicati dalle Regioni si riferiscono a periodi precedenti. Calano le terapie intensive (-3) e i ricoveri nei reparti. Secondo il monitoraggio dell’Agenas (l’Agenzia per i servizi sanitari regionali), è stabile al 4% a livello nazionale l’occupazione dei posti letti sia nelle terapie intensive che in area non critica, tra i parametri per il passaggio di colore dei territori (la soglia per il giallo è del 10% per le terapia intensive e del 15% per i reparti).

Un evidente effetto dell’efficacia dei vaccini, confermato anche da una ricerca condotta sui sanitari della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Dei 3.720 operatori sanitari vaccinati solo 33 hanno contratto l’infezione, vale a dire meno dell’1%; 17 erano sintomatici e presentavano sintomi lievi come rinite, tosse e artralgie. Nessuno ha avuto la polmonite o ha necessitato di ricovero ospedaliero.

Un altro dato interessante riguarda la trasmissibilità del virus: dei 33 operatori del San Matteo che si sono infettati, solo 2 di loro hanno trasmesso l’infezione ai familiari. Della stabilizzazione del Covid prende atto la raccomandazione dell’Ecdc (il centro europeo per il controllo delle malattie) di concentrare i controlli sui casi sintomatici, passando dalla sorveglianza di emergenza a sistemi di monitoraggio sostenibili e integrati, e associandola a quella sui casi di influenza.

Allo stesso tesso tempo ricorda l’importanza del sequenziamento, fondamentale per verificare e arginare per tempo la minaccia di eventuali nuove varianti. Intanto le proteste vanno avanti anche se non si segnalano particolari problemi per l’operatività di uffici, aziende e infrastrutture.

E visto che l’obbligo vale anche all’interno delle istituzioni, le proteste si sono trasferite anche nei Palazzi. All’assemblea siciliana due deputati regionali, Angela Foti e Sergio Tancredi, in mattinata sono stati respinti all’ingresso per essersi rifiutati di mostrare il certificato, pur avendolo. “Ho fatto il tampone – ha spiegato in seguito Foti – e l’ho fatto per sgomberare il campo da eventuali illazioni perché serve per poter lavorare. La nostra è una battaglia di principio”. Una scena che si ripetuta anche a Roma, dove la senatrice no-pass Laura Granato è stata sanzionata.