Monito Papa Francesco contro le proteste: “Libertà valore comunitario”

Piccolo fuori programma prima dell'udienza generale di Papa Francesco in Aula Paolo VI. Un bambino ha superato le barriere di sicurezza ed è corso da lui sul palco.Città del Vaticano
Piccolo fuori programma prima dell'udienza generale di Papa Francesco in Aula Paolo VI. Un bambino ha superato le barriere di sicurezza ed è corso da lui sul palco.Città del Vaticano, 20 Ottobre 2021. ANSA/FABIO FRUSTACI

CITTA DEL VATICANO. – La libertà è un bene della comunità e non ci sono individualismi da difendere, tanto più in questo tempo di pandemia. Suona quasi come una strigliata contro le proteste legate ai vaccini e al Green pass, in corso in Italia (e anche all’estero), il monito di Papa Francesco sul senso profondo della libertà.

“In questo momento storico, abbiamo bisogno di riscoprire la dimensione comunitaria, non individualista, della libertà”, ha sottolineato Papa Francesco nell’udienza generale. “La pandemia ci ha insegnato che abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma non basta saperlo, occorre sceglierlo ogni giorno concretamente. Decidere su quella strada. Diciamo e crediamo che gli altri non sono un ostacolo alla mia libertà – ha rimarcato il Pontefice -, ma la possibilità per realizzarla pienamente”.

Quindi libertà non è fare “quello che pare e piace” e neanche dire che “la mia libertà finisce dove comincia la tua”. “Ma qui – ha commentato Papa Francesco – manca la relazione! È una visione individualistica”. “La dimensione sociale è fondamentale per i cristiani, e consente loro di guardare al bene comune e non all’interesse privato”, sono le parole del Papa che si contrappongono alle tante piazze dove si invoca, con un senso diverso da questo indicato dal Pontefice, ‘Libertà, libertà’.

L’udienza di questa mattina si è aperta nell’Aula Paolo VI con un fuori programma. Lo speaker in tedesco stava leggendo la lettura tratta dalla Lettera di San Paolo ai Galati, al centro della catechesi del Papa durante l’udienza generale, quando un bambino di dieci anni è salito tranquillamente sulle scale dell’Aula Paolo VI.

Affetto da un ritardo cognitivo – come riferisce Vatican News -, venuto a Roma con la sua famiglia da San Ferdinando di Puglia (Barletta-Andria-Trani), si è incamminato dritto verso la poltrona del Papa. E Francesco lo ha guardato salire con un sorriso. Appena il bimbo lo ha raggiunto gli ha stretto le mani e lo ha accarezzato.

Hanno scambiato qualche parola, mentre i presuli leggevano solennemente la lettura nelle varie lingue e poi il Pontefice ha chiesto al piccolo se volesse sedersi accanto a lui. Subito monsignor Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, si è alzato per cedergli la poltrona.

Il Papa, allora, prima di cominciare la catechesi ha detto: “Mi è venuto in mente quello che Gesù diceva sulla spontaneità e la libertà dei bambini, quando questo bambino ha avuto la libertà di avvicinarsi e muoversi come se fosse a casa sua”, “io ringrazio questo bambino per la lezione che ha dato a tutti noi. E che il Signore lo aiuti nella sua limitazione, nella sua crescita perché ha dato questa testimonianza che gli è venuta dal cuore. I bambini non hanno un traduttore automatico dal cuore alla vita: il cuore va avanti”.

(di Manuela Tulli/ANSA)