Il Centrodestra si ricompatta, ma per Berlusconi scoppia la grana in Fi

Saluti al termine dell'incontro tra il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il leader della Lega, Matteo Salvini e la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, presso la residenza romana di Silvio Berlusconi. Roma, 20 ottobre 2021.
Saluti al termine dell'incontro tra il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il leader della Lega, Matteo Salvini e la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, presso la residenza romana di Silvio Berlusconi. Roma, 20 ottobre 2021. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – Il centrodestra si ricompatta dopo la batosta delle amministrative e mostra i muscoli. La linea è ora unità su tutto: manovra, partita del Quirinale a febbraio, legge elettorale, mozioni in Parlamento. Ma proprio nel giorno del pranzo riunificatore che Silvio Berlusconi organizza con Matteo Salvini e Giorgia Meloni nella sua villa romana, è una crepa dentro Forza Italia a minare la coalizione.

Ad aprirla è la ministra Mariastella Gelmini in un duro sfogo con i ‘suoi’, riuniti a Montecitorio per scegliere il nuovo capogruppo azzurro alla Camera, dopo la vittoria di Roberto Occhiuto alla guida della Calabria. “In Forza Italia ci sono sempre stati i falchi e le colombe e francamente oggi non è la stagione dei falchi”, tuona. Questi ultimi, per la ministra per gli Affari regionali e fedelissima del Cav dai tempi del ’94, sono i sovranisti che continuano a ‘tentare’ Berlusconi, diventando di fatto il suo nuovo ‘cerchio magico’.

Gli stessi che gli “raccontano una parte della verità”, infierisce aggiungendo che seminerebbero zizzania descrivendoli come “draghiani e non berlusconiani”. Cioè traditori. Il rischio paventato, invece, è che siano loro a trainare tutta Forza Italia, a scapito dell’ala più moderata, finita in minoranza, che coincide con i governisti.

Intanto, finito l’incontro a Villa Grande, nella residenza sull’Appia antica che Berlusconi ha riaperto dopo la lunga assenza dalla Capitale, i tre partiti ‘raccontano’ il vertice diversamente e con una nota comune. L’incontro è stato “cordiale”, riferiscono e il clima “di massima collaborazione”. Non a caso diffondono anche un video con l’arrivo di Meloni e Salvini, l’accoglienza dell’ex premier, le chiacchiere in giardino, fino ai saluti e baci vicini al cancello.

Oltre ad annunciare incontri settimanali “per concordare azioni parlamentari condivise”, la novità sta nel fatto che “il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica”, rimarcano.

In molti vedono nell’unità di una proposta sul successore di Mattarella il sogno accarezzato da Berlusconi di salire al Colle. Ma nel pomeriggio Salvini nega ai cronisti che se ne sia parlato nel dettaglio. Però avverte: “Il centrodestra sarà determinante” nella scelta del nuovo capo dello Stato e lo farà a febbraio. Nella nota comune i leader sorvolano su presunte divisioni o mea culpa post amministrative.

Solo il leghista ammette che la lezione del voto e l’astensionismo record gli è servita. Quindi contro una coalizione litigiosa che “allontana fiducia e italiani”, la risposta è la compattezza e “il primo banco di prova sarà la legge di bilancio”. In particolare, sintetizza così: “Ognuno nelle sue posizioni ma insieme per rivendicare una politica di taglio delle tasse”. E assicura che andranno insieme dal premier Draghi con proposte unitarie. Anzi, i sei ministri si incontreranno a breve.

Altro fronte unitario sarà sulla legge elettorale per dire “un no secco” a un ritorno al sistema proporzionale, semmai serve una legge ancora più maggioritaria”. Ma rischia di pesare su tutto la grana esplosa in Forza Italia. Gelmini non ci sta e ora alza la voce. “Il nervosismo della Gelmini tradisce qualcosa che non capisco. Altrimenti, non avrebbe parlato così, non tanto per le parole gratuitamente ingiuste sui collaboratori, quanto nei riguardi del nostro presidente Silvio Berlusconi. E’ grave insultare così l’intelligenza e la capacità di discernimento del nostro presidente. Nessuno omette o racconta in parte qualcosa a Berlusconi perché lui, prima di formarsi un’idea e prima di prendere una decisione, si informa e sente tutti”. Replica duro Licia Ronzulli.

Ma per le ‘colombe’ l’obiettivo è avviare la battaglia per far cambiare pelle a FI e intercettare lo spazio rimasto al centro. Del resto il sovranismo non tira più – è il ragionamento – come ha dimostrato il voto nelle grandi città, che non ha premiato nessuno dei candidati voluti da Lega e FdI. E di certo con Gelmini ci sono gli altri due ministri azzurri, Mara Carfagna e Renato Brunetta.

Nel frattempo il nuovo capogruppo dei deputati forzisti è Paolo Barelli, politico molto vicino al numero due di FI, Antonio Tajani, scelto in realtà grazie a Berlusconi, che indica il suo nome con una lettera inviata in mattinata. Parole che costringono Sestino Giacomoni, altro nome storico di FI, a ritirarsi dalla corsa. “La mia candidatura non era per dividere ma per unire”, spiega amaro e conclude: “Non ha senso dividersi perché le guerre intestine ci fanno perdere spazio e consenso”.

(di Michela Suglia/ANSA)