Messias abbatte l’Atletico, il Milan in Champions è vivo

l Milan allo Stadio Wanda Metropolitano di Madrid. (ANSA)

MILANO. – Un ragazzo venuto dal nulla, che nella vita ha sofferto, faticato, si è sacrificato e a 30 anni ha coronato il sogno di vestire la maglia del Milan, per poi riuscire nell’incredibile: regalare una speranza nel miracolo Champions ai rossoneri.

Messias Junior segna il gol decisivo al 42′ del secondo tempo, a Madrid, contro l’Atletico nel suo primo tiro in porta con la maglia del Diavolo. Tre punti fondamentali, la prima vittoria in questa Champions dei rossoneri che si portano a quattro punti, pari merito con i colchoneros. Il Porto, a quota cinque, battuto dal Liverpool, giocherà contro l’Atletico. Il Milan ospiterà gli inglesi già qualificati sperando nel colpaccio incredibile, quasi impossibile, di centrare gli ottavi.

La squadra di Pioli è viva, combatte, è capace di aspettare. Nel primo tempo subisce solo due tiri dalla corazzata di Simeone, mai così pochi dal 2007. Tiene il pallino del gioco, scende in campo con coraggio, in uno stadio in cui il boato dei 65 mila tifosi spagnoli è da brividi. Ma non si scompone, riesce ad annullare Griezmann (liscio clamoroso per lui nel primo tempo) e Sanchez.

Una partita equilibrata, dall’esito incerto ma con l’Atletico che si lamenta spesso, anche eccessivamente, dopo ogni contrasto. Il giallo a Giroud nel primo tempo per una manata al volto a Koke, è troppo severo. L’Atletico non impensierisce quasi mai, ma anche la manovra rossonera è sterile e un po’ prevedibile. Giroud è spesso ingabbiato nella difesa dei colchoneros e per tentare il tutto per tutto, serve più aggressività offensiva.

Ad inizio ripresa l’Atletico è più propositivo e il Milan fatica un po’ a contenere ma con il passare dei minuti si ricompatta e ritrova uno spirito più offensivo, mettendo in difficoltà i padroni di casa. Il Milan prova con coraggio a scrivere la storia. Al 20′ Pioli cerca di dare la scossa, fuori Tonali, Kalulu, Krunic dentro Bakayoko, Florenzi, Messias, poi Giroud è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare ed entra Ibrahimovic.

Anche Simeone cerca di spostare gli equilibri e butta nella mischia Correa, oltre a Lodi. Al 27′ doppia clamorosa occasione sciupata dal Milan, Ibra serve Messias che mette al centro per Bakayoko ma il tiro è centrale e viene murato da Savic. Poi nell’azione successiva, Theo Hernandez incespica e non riesce a controllare da dentro l’aria.

Si dispera il Milan che accarezza soltato la gioia del vantaggio con Ibra parato da uno strepitoso Oblak. Ii pari avrebbe significato eliminazione e ultimo posto ma al 42′, la difesa dell’Atletico sbaglia, Kessié ne approfitta crossa al centro un pallone perfetto che Messias di testa insacca. Poi lo spavento enorme della chance sprecata da Cunha che non inquadra la porta da posizione ravvicinata.

Il Milan è ancora in corsa. Festeggiano i tifosi rossoneri a Madrid, festeggia Messias che scrive un pezzo profondo di storia del calcio. Il brasiliano che faceva il fattorino e giocava nel campionato amatoriale UISP, espugna il Wanda Metropolitano. Il Milan è sì giovane e inesperto ma è una squadra che non molla mai, che dimostra a Madrid di avere ancora il dna Champions. Il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, proverà a compiere l’impresa con il Liverpool. Intanto si gode l’ennesima prova che i rossoneri non sono più solo una bella sorpresa, ma una realtà viva e competitiva.