Elezioni Comites-Caracas, Giuseppe Di Cera: “Siamo la lista del cambio”

Giuseppe di Cera, vicepresidente del Comites di Caracas

CARACAS – Per Giuseppe Di Cera, pubblicista, sposato e padre di tre figli, sarà la prima volta. Capolista di “Caras Nuevas”, ha deciso di partecipare alle elezioni per il rinnovo del Comites perché considera che sia arrivato il momento di un cambio; insomma, di un rinnovamento il capolista di “Caras nuevas” (facce nuove). Tra gli obiettivi che si propone la sua lista vi sono l’aumento dell’assistenza sociale, una maggiore diffusione della lingua italiana e l’impegno al recupero della cittadinanza.

– Perché ha deciso di costituire una sua lista per partecipare a queste elezioni del Comites?

– Come migliaia di italiani, come forse il 95% dei nostri connazionali in Venezuela – ha affermato -, non sapevano chi fossero i Comites. Avendo partecipato alle “politiche” del 2018, come candidato a deputato, in molto mi hanno chiesto di partecipare alle elezioni del Comites. Ho accettato la sfida. Mi sono interessato per sapere cosa sono i Comites: ho indagato sul tema e capito quali erano le sue funzioni. C’è stata una mancanza di pubblicità, non so se attribuibile all’attuale Comites, o al nostro Consolato. I connazionali sanno cosa sono e quale è il suo ruolo. Ho presentato la mia lista. Volti nuovi, perché è la prima volta che partecipiamo. Siamo cittadini italiani, quasi tutti professionisti. Una gran parte vive nello Stato Aragua. Sette dei nostri candidati a Caracas. Vogliamo rappresentare il cambio. I Comites, da tantissimi anni, è gestito dalle stesse persone.

–  Quali sono le sue proposte?

– Le nostre proposte – ha spiegato – sono orientate soprattutto ad un miglioramento dei servizi che si offrono ai nostri connazionali. Per esempio, l’aspetto sociale, come l’assistenza medica e ospedaliera, e le medicine. In Venezuela, a differenza di quanto accade in altri Paesi,  la realtà economica e politica ha inciso in maniera determinante sulla qualità di vita di noi italiani. La realtà del Paese, oggi, è molto diversa da quella di 20 anni fa’. Ora sono tanti i connazionali che hanno bisogno della nostra solidarietà.  Un’altra nostra proposta è quella di informare, di far conoscere cosa fanno i Comites. Come ho detto, circa un 95% dei connazionali ne sono all’oscuro. Vogliamo creare una rete di supporto agli italo-venezuelani. Aiutare coloro che si sono specializzati nell’ambito tecnico, scientifico, artigianale e desiderano continuare la loro preparazione. Desideriamo poter aiutarli a proseguire gli studi o a cercare un lavoro adeguato alla loro specialità. Proponiamo anche di creare una linea di emergenza. Per esempio, per aiutare un connazionale con passaporto italiano che abbia avuto un incidente e non ha la possibilità di ricovero in una clinica, per gli alti costi che ciò rappresenta. Esiste una legge che afferma che se non sei assistito, non puoi ricevere aiuto dal consolato. Ossia, se non sei iscritto non ti possono dare assolutamente niente. La proposta è per i casi in cui si ha un’emergenza e non si ha il tempo di andare in Consolato, compilare i moduli ed attendere per vedere se ti aiutano o no. Pensiamo anche di impegnarci seriamente nel recupero della cittadinanza italiana. Tanti connazionali sono stati obbligati a nazionalizzarsi e poi non si sono recati al Consolato, nel 1992, a farne richiesta di nuovo. Oggi giorno avere un passaporto italiano è un gran privilegio. E non solo per andare in Italia. Altra proposta è contribuire alla diffusione della lingua italiana. È vero che il già il Consolato è molto impegnato in questa attività. Purtroppo, il costo è molto alto. É una opinione personale. Sono convinto che la diffusione della lingua italiana deve essere ancora più amplia.

Perché votare la sua lista e non un’altra?

facce n2

– Perché noi rappresentiamo il vero cambio – ha affermato categorico -. Nessuno ignora che, dal1985 in avanti, è integrato sempre dalle stesse persone. Chi desidera volti nuovi, chi vuol darci la sua fiducia, ci voti . Siamo il Davide contro Golia. È la nostra prima volta. Non è facile gareggiare con liste presenti a Caracas da anni.

-4) Quali crede siano le funzioni del Comites?

– Le funzioni del Comites sono quelle di rappresentare la nostra collettività di fronte al Console Generale ed il corpo diplomatico italiano – ha spiegato -. Mantengono uno stretto rapporto con le autorità Consolari e le nostre associazioni culturali nel paese. Dobbiamo promuovere le attività socioculturali e difendere i nostri diritti, come italiani. L’assistenza sociale, l’aiuto ai più bisognosi, il lavoro nell’aspetto sociale, la diffusione della lingua, delle manifestazioni del nostro folclore, della nostra cultura, della nostra gastronomia…. Insomma, tutto quello che rappresenta l’italianità.

A suo giudizio, quali sono i problemi della comunità?

– Il più importante è l’assistenza medica e ospedaliera. È una preoccupazione di tutti. Oggi un intervento chirurgico è assai costoso. Chi non ha una assicurazione, muore. C’è chi ha speso fino 20 mila dollari per curarsi dal Covid. Non tutti hanno tanto denaro.. Se sarò eletto, farò tutto il possibile per parlare nel Parlamento italiano e con le autorità competenti affinché si aumenti il volume degli aiuti. Il Venezuela, oggi, è il Paese che più ne ha bisogno. Sarà nostra preoccupazione anche impegnarsi nell’ambito della cittadinanza.  Il Comites, con noi, alzerà la propria voce per far sì che in Italia cambino queste norme.

Roberto Romanelli/Redazione Caracas