Coronavrus in Italia: sprint vaccini, tornano hub della Difesa

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Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l'Emergenza Covid-19, in visita nel centro vaccinale La Nuvola di Torino, 26 luglio 2021 ANSA/TINO ROMANO

ROMA. – Tornano gazebo, drive through e medici in caserme, piazze, padiglioni delle fiere e – a Palermo – perfino dal barbiere. L’input sul potenziamento della campagna vaccinale indicato dal Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, dà il via al rafforzamento della macchina delle somministrazioni, che dovrà tornare a pieno regime con punte di 450mila inoculazioni al giorno già dalla prossima settimana.

E se il Governo richiede in sostanza gli stessi numeri delle iniezioni effettuate quotidianamente mesi fa, le Regioni sollecitano la riapertura di hub vaccinali che saranno messi a disposizione dalla Difesa in accordo con la struttura commissariale. In base alle disponibilità, saranno dunque autorizzate ulteriori aperture di questo tipo di strutture, a partire dalla Calabria.

Ma non è l’unica necessità del momento: “serve più personale per poter vaccinare di più”, dicono ancora dai territori. In effetti, sulla spinta dei timori per il diffondersi della variante Omicron e dopo le misure previste sul Super Green pass dal 6 dicembre, le cifre crescono di giorno in giorno. Sono state 32.473 le prime dosi somministrate nelle ultime 24 ore in Italia, un livello che non si aveva da oltre un mese (21 ottobre), mentre le terze dosi continuano a correre con quasi 300 mila (293.177) booster, arrivando a 6.237.051.

In tutto, comprese le 27 mila nuove persone vaccinate (con due dosi), sono state 352.683 mila le dosi giornaliere arrivando ad un totale di 95.984.088 di vaccini somministrati, pari al 94,3% del totale a disposizione delle regioni. I numeri aumenteranno ancora progressivamente, dopo l’inizio delle inoculazioni della terza dose anche per gli over 18 a partire da queste ore, in attesa che arrivi il turno della fascia di età 12-17. Poi, probabilmente a fine dicembre, sarà possibile immunizzare anche i bambini dai 5 agli 11 anni.

E proseguono gli appelli del Governo affinché l’Italia possa vincere la corsa contro il tempo in questa quarta ondata. Riguardo a Omicron “l’aspetto positivo è che sembra non eluda i test, quindi siamo ancora in grado di diagnosticarla e presumibilmente, se questo funziona per i test, dovrebbe funzionare anche per il vaccino”, assicura Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza.

Ma la carenza di sanitari in hub e ospedali resta un problema da risolvere, almeno in alcune regioni. Tra i territori dov’è stato richiesto un maggiore supporto di personale c’è anche il Friuli, che ha la più alta percentuale di sanitari No vax.

“Abbiamo avuto un aumento delle richieste di vaccinazione, ma è chiaro che abbiamo dei limiti, ovvero il personale a disposizione”, dice il governatore e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – abbiamo una parte di personale che si è allontanata dall’attività sanitaria perché non si è vaccinata e abbiamo quelli che si sono contagiati, malgrado la doppia dose, e che stanno bene però sono fuori uso per qualche settimana. Stiamo però potenziando molto la campagna in tutte le tre aziende sanitarie e da qui ai prossimi giorni verranno ampliate ulteriormente le agende vaccinali”.

Questioni sulla mancanza di medici e infermieri sono state poste anche nelle Asl di Veneto e Piemonte. La Valle d’Aosta ha persino lanciato un appello a medici, biologi, farmacisti e personale delle professioni sanitarie, tra cui ostetriche e fisioterapisti, anche in pensione, affinché diano la loro disponibilità ad effettuare le somministrazioni per alcune settimane.

L’assessore alla Sanità, Roberto Barmasse, avverte: “stiamo combattendo su molti fronti con un unico esercito, purtroppo anche un po’ decimato, e le possibilità di incremento delle forze è ostacolato dalla difficoltà a reperire figure professionali disponibili per l’assunzione”.

Già lo scorso 23 novembre la struttura Commissariale per l’Emergenza di Francesco Figliuolo aveva siglato un’intesa con il Ministero della Salute, per prorogare fino al 31 luglio 2022 l’accordo con le agenzie per il lavoro relativo al personale sanitario. A quanto pare – secondo diverse Asl ora alle prese con i tracciamenti e sequenziamenti della nuove varianti, aumento dei contagi e nuove fasce d’età da immunizzare – potrebbe non bastare.

(di Lorenzo Attianese/ANSA)